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Difesa aerea ravvicinata: sviluppi operativi e tecnologici

26/09/2022

L’invasione russa dell’Ucraina ha dimostrato come l’evoluzione delle minacce aeree, missilistiche e di artiglieria richieda una difesa aerea a corto e cortissimo raggio integrata e multi-strato. La rapida crescita dell’uso dei droni in guerra da parte di grandi e medie potenze prefigura scenari operativi di conflitti ad alta intensità che richiedono metodi di contrasto specifici e innovativi. La difesa aerea ravvicinata rappresenta un elemento fondamentale della difesa italiana, sia per la protezione del territorio nazionale, sia per la sicurezza delle forze armate impegnate all’estero. È per questo che l’Italia sta lavorando all’introduzione di nuovi sistemi difensivi, in sostituzione di quelli obsoleti, e sta riflettendo sugli opportuni cambiamenti dottrinali e organizzativi nello strumento militare. I programmi di procurement della difesa coinvolgono da vicino diverse aziende del comparto industriale italiano, chiamato a investire in tecnologie all’altezza della minaccia. L’Italia è inoltre impegnata in numerosi progetti internazionali, sia nel quadro Nato che in quello Ue, volti allo sviluppo di sistemi di contrasto che siano interoperabili e che rafforzino le capacità di difesa aerea ravvicinata degli stati membri, soprattutto in chiave anti-drone.