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La sicurezza nello spazio: risvolti italiani e internazionali

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18/07/2011

L’utilizzo dei satelliti ha cambiato il modo con cui le nostre società svolgono attività economiche, politiche e militari, e costituisce per gli stati un asset fondamentale. Tuttavia, lo spazio orbitale sta diventando un ambiente sempre meno sicuro. Questo lavoro fornisce una panoramica delle principali minacce alla sicurezza dei satelliti in orbita, e delle strategie ed iniziative discusse e assunte a livello internazionale e nazionale per potenziare la sicurezza dei satelliti, con particolare attenzione alla dimensione europea ed italiana. Le due principali minacce sono a) il rischio di una corsa agli armamenti nello spazio e b) la degradazione, per così dire naturale, delle condizioni di sicurezza dello spazio orbitale. Stati Uniti, Russia e Cina hanno già sviluppati sistemi d’arma anti-satellite (ASAT) basati a terra, in grado di distruggere o disabilitare oggetti orbitanti. Altri paesi, in primo luogo l’India, stanno valutando la possibilità di dotarsi a loro volta di tali armamenti. È verosimile ipotizzare che siano allo studio anche sistemi d’arma da schierare nello spazio orbitale stesso. Data la dipendenza delle forze armate occidentali dai sistemi satellitari, lo sviluppo di capacità ASAT conferisce ad altri paesi un’importante capacità strategica perché consente di infliggere gravi danni con poca spesa. Inoltre, la natura duale (cioè sia civile che militare) di molte tecnologie spaziali rende assai difficile accertarsi che nessuna di esse possa essere impiegata con funzioni ASAT. La degradazione dello spazio orbitale dipende invece dall’aumento esponenziale del numero di paesi che operano nello spazio. Questo ha, da un lato, aumentato enormemente le possibilità di collisione tra oggetti orbitali, considerando anche che circa la metà dei satelliti attualmente in orbita sono concentrati più o meno alla stessa altitudine. D’altro lato, l’aumento esponenziale di attività spaziali ha anche determinato un enorme aumento di detriti spaziali (debris), che non sono in alcun modo controllabili e che, pur di piccole dimensioni, possono provocare gravi danni in caso di impatto con un satellite attivo. La natura duale delle tecnologie spaziali e la valenza strategica dei satelliti hanno reso finora impossibile pervenire ad un trattato per la prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio. È però attualmente in discussione un Codice di condotta per le attività spaziali, sviluppato dell’Unione Europea su impulso italiano. Per quanto riguarda il pericolo di collisione tra oggetti orbitanti l’Ue, tramite l’Agenzia Spaziale Europea, si sta dotando di un sistema per la space situational awareness (SSA), cioè per il monitoraggio dell’ambiente spaziale e degli oggetti orbitanti. Tale sistema consentirà di migliorare le capacità di previsione di una collisione e di operare conseguentemente opportune correzioni di rotta. L’Italia partecipa a questo progetto con un ruolo leader in una delle quattro categorie di attività, quella relativa ai Near Earth Objects, cioè asteroidi o comete la cui orbita passa vicino alla terra. L’Italia e l’Unione Europea stanno quindi svolgendo un ruolo propositivo nella ricerca di una soluzione condivisa a livello internazionale per la prevenzione di una corsa agli armamenti e contro il degrado dello spazio orbitale. Allo stesso tempo, l’Ue si sta dotando di un sistema di valenza strategica che consentirà di rafforzare la protezione dei propri satelliti da ogni minaccia, sia essa accidentale o intenzionale. La strategia scelta dall’Italia e dall’Ue per la sicurezza satellitare, basata su questi due binari, è appropriata. Il lavoro da fare è ancora però moltissimo. Occorrerà un notevole sforzo politico, diplomatico ed economico per raggiungere l’obbiettivo di garantire maggiore sicurezza nello spazio.

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