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Sistemi di combattimento navali: sviluppi e sfide

10/03/2023

L’accelerazione del livello di innovazione tecnologica concerne anche il dominio marittimo: le principali marine di tutto il mondo sono chiamate a fare i conti con tecnologie emergenti e dirompenti. Alcuni dei più recenti avanzamenti in materia di sistemi navali di combattimento hanno difatti riguardato un numero considerevole di capacità chiave, tra cui sistemi senza pilota, tecnologia quantistica, missili ipersonici e convenzionali, armi a energia diretta. In più, nuove competizioni geopolitiche si stanno sempre più manifestando anche nei mari globali. La Russia e la Cina hanno orientato i propri investimenti verso lo sviluppo di capacità volte a ingaggiare navi nemiche su un più ampio raggio, così come alla messa fuori uso di infrastrutture operative avversarie. La marina statunitense (US Navy) sta tentando di trasformarsi in una forza dotata di un maggior numero di veicoli – navi, aerei e sottomarini, sia con che senza equipaggio – di piccole dimensioni. In Europa, la marina francese (Marine Nationale) deve destreggiarsi tra il bisogno di innovazione tecnologica, i limiti di una flotta impegnata su area geografica troppo estesa e i costi di gestione di un deterrente nucleare indipendente. Dinanzi a vincoli analoghi, il Regno Unito sta invece tentando di cogliere le opportunità derivanti da flessibilità e letalità. La marina tedesca, dal canto suo, potrebbe non beneficiare del recente aumento del bilancio della difesa nazionale. L’Italia ha intrapreso un importante processo di modernizzazione, volto a rafforzare le proprie capacità sia in termini di guerra navale ad alta intensità che di power projection (proiezione di potere).

Questa sintesi presenta i principali risultati dello studio “Naval Combat Systems: Developments and Challenges”, curato da Alessandro Marrone e Elio Calcagno e pubblicato nella collana Documenti IAI.

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