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Titolo completo
Oltre il cessate il fuoco: Riflessioni sulle crisi intrecciate di Palestina e Sudan

Autori Francesca Caruso | Andrea Dessì
Data pubblicazione

Nel 2025, le crisi di Palestina e Sudan – pur diverse per storia e visibilità – rivelano una tendenza già in atto: la normalizzazione dell’instabilità e il ritorno dell’unilateralismo militare, con un indebolimento del multilateralismo e del diritto internazionale. Entrambe sono segnate da catastrofi umanitarie e da violenze su larga scala contro civili. Le due crisi hanno forti ricadute regionali: il conflitto Israele-Hamas ha presto coinvolto il Libano, la Cisgiordania occupata, lo Yemen/Mar Rosso, Siria e Iran; il Sudan mette sotto stress il Ciad e potenzialmente la Repubblica Centrafricana. Tuttavia, a metà 2025, la diplomazia è riemersa in entrambe i contesti con attori ricorrenti (Usa, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia), ma resta fragile e transazionale, spesso senza inclusione delle popolazioni. Il caso di Gaza dimostra i limiti e le incongruenze dei recenti sforzi diplomatici, con un cessate il fuoco che esiste solo sulla carta, mentre continuano le azioni punitive ed arbitrarie da parte di Israele, in Palestina come nel Libano ed in Siria. Da qui una lezione operativa anche per il Sudan: chiamare “tregua” solo ciò che interrompe davvero la violenza contro i civili e apre l’accesso umanitario; misurare il successo diplomatico sulla riduzione concreta della sofferenza; integrare sin dall’inizio i binari umanitari, politici e di sicurezza; applicare il diritto umanitario senza indugio e doppi standard.

Details
in Mediterranean Policy Briefs, No. 3|2026 (marzo 2026), 14 p.
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