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Nexus25 - Shaping Multilateralism

2021 - in corso

Il progetto "Nexus25 - Shaping Multilateralism", finanziato da Stiftung Mercator e realizzato dallo IAI in collaborazione con la Fondazione delle Nazioni Unite (UNF), mira a fornire degli spunti per un multilateralismo sostenibile e a contribuire al rinnovamento delle strutture multilaterali considerate ormai superate. Il progetto, basandosi su due casi studio di scenari di crisi complesse, ovvero i) il Sahel e Mediterraneo allargato e ii) Asia meridionale, con un particolare focus tematico sul nesso tra clima-migrazione-governance-sicurezza sostenibile, vuole contribuire a una migliore comprensione delle caratteristiche - e quindi delle necessità di azione collettiva - delle crisi complesse.

In particolare, il progetto cerca di scoprire: dove si colloca esattamente il bisogno di azione collettiva nelle crisi complesse? Come può essere concepito il multilateralismo per affrontare queste sfide in collaborazione con diversi attori (governi, società civile, università e settore privato)? Come si possono superare gli approcci isolati allo sviluppo e all'attuazione delle politiche per fornire risposte adeguate alle sfide multidimensionali e interconnesse?
Nel riflettere su queste domande più ampie, il progetto presterà particolare attenzione ai modi in cui un rinnovato partenariato transatlantico può rafforzare la governance multilaterale delle crisi complesse.

Per raggiungere questi risultati, sarà prodotta nel corso del progetto una serie di ricerche e documenti politici sui complessi scenari di crisi. Le pubblicazioni alimenteranno e saranno arricchite da diversi cicli di discussioni tra gli stakeholder istituzionali e non istituzionali delle comunità politiche e di ricerca pertinenti che lavorano sulle aree della sicurezza e della politica estera, della diplomazia, dello sviluppo sostenibile, del clima e della migrazione. Attraverso attività di divulgazione ed eventi pubblici, il progetto mira anche a raggiungere una gamma più ampia di stakeholder.

Finanziamento: Stiftung Mercator