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Warfare and Geopolitics in Europe's Southern Neighbourhood: Implications for NATO

13/10/2021

Il vicinato meridionale dell’Europa è stato per decenni una regione altamente instabile e contesa. Le cosiddette Primavere arabe hanno segnato una svolta nella storia di questa regione, accelerando la decomposizione del complesso di sicurezza regionale mediorientale e favorendo una frammentazione a sud a un livello senza precedenti. Per la prima volta, tutti i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa sono coinvolti, direttamente o indirettamente, in uno o più conflitti, siano essi guerre civili, guerre per procura, rivalità tra stati, ecc. Il vicinato meridionale della Nato riflette un cambiamento fondamentale dello scenario di sicurezza internazionale, causato da molteplici fattori, quali le nuove forme di influenza promosse dalle potenze globali, nonché il crescente rilievo degli attori non statali nelle relazioni internazionali. Questi elementi, non del tutto nuovi nell’arena regionale, hanno acquisito un nuovo grado di complessità, influendo sulla stabilità della regione favorendo il diffondersi di nuove dinamiche violente. Gli alleati della Nato hanno interessi significativi in quell’ampia regione a sud che si estende dal Sahel al vicinato asiatico del Golfo. Il rafforzamento delle capacità di difesa e l’antiterrorismo sono priorità importanti per la sicurezza di molti alleati. Allo stesso tempo, il Sud sta vivendo una crescente penetrazione da parte della Russia e della Cina, che cercano di portare avanti i loro interessi economici nella regione e di garantirsi alcune conquiste geopolitiche. Nel contesto della riflessione Nato 2030 e in preparazione del prossimo Concetto strategico della Nato, gli alleati potrebbero sviluppare una definizione più completa della sicurezza, considerando la natura mutevole della guerra e ripensando l’approccio dell’Alleanza verso la regione a sud.

Rapporto del seminario “Warfare and Geopolitics in Europe’s Southern Neighbourhood: Implications for NATO”, organizzato il 1 luglio 2021 dallo IAI e dal NATO Defense College in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo.