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Osservatorio sulla Difesa Europea, marzo 2001

15/03/2001

26 Marzo 2001
Organi Militari Ue – Nomine

Il Comitato Militare dell’Ue ha nominato il finlandese Generale Gustav Hägglund, quale suo Presidente; la decisione presa a maggioranza (8 a 7) è sottoposta all’approvazione da parte del Consiglio.
Il Generale tedesco Rainer Schuwirth è stato nominato Direttore Generale dello Staff Militare dell’Ue.

La nomina del Presidente ha creato una spaccatura interna al Comitato Militare ed è stata duramente criticata dal candidato italiano rimasto escluso per un solo voto, il Generale Mario Arpino. Malgrado il voto sia segreto, è probabile che la candidatura italiana si sia scontrata con l’opposizione dei paesi “nordici” (tre voti), dei paesi “neutrali” (altri due voti) e di alcuni paesi “piccoli” (altri due voti?). Rimangono forti dubbi sull’identità dell’ottavo voto, risultato decisivo.
Al di là di motivazioni e polemiche contingenti e probabilmente non influenti, in sostanza questa decisione sottolinea alcune debolezze dell’attuale organizzazione della Politica Europea di Sicurezza e Difesa (Pesd): un sostanziale potere di blocco dei piccoli paesi sui grandi (a differenza delle materie comunitarie, dove vige la ponderazione dei voti, per il secondo pilastro vige il sistema intergovernativo per cui a ciascun paese corrisponde un voto), il rischio che la Pesd appaia legata solo a missioni nello “spettro basso” di Petersberg, il sorgere di maggiori complicazioni nel dialogo con l’Alleanza Atlantica.

Marzo 2001
Temi dibattuti

Nel corso del mese di marzo il dibattito politico ed istituzionale sulla Pesc e sulla Pesd ha toccato diversi argomenti. 
Per quanto concerne i colloqui con l’Amministrazione americana, il progetto di Difesa Missilistica è stato il tema principale; si registrano alcune prime aperture verbali da parte americana che annunciano l’interesse ad aprire il progetto agli alleati europei. Oltre ai problemi politici e strategici rappresentati da una eventuale adesione europea (in primo luogo concernenti i rapporti con la Russia), vi sono preoccupazioni  circa l’impatto economico dell’iniziativa. Un eventuale investimento nel sistema distrarrebbe infatti buona parte dei fondi che i paesi europei sono chiamati a destinare al progetto di difesa in ambito Ue.
Il rapporto con la Nato rimane al centro dei colloqui fra le istituzioni della Pesd e l’Alleanza Atlantica, ma non si è ancora giunti alla definizione di procedure certe per l’accesso dell’Ue alle capacità Nato e per il coinvolgimento di tutti i membri dell’Alleanza nel processo decisionale.
L’ultima Assemblea dell’Ueo ha riproposto il tema della carenza di coinvolgimento parlamentare nell’evoluzione dell’Europa della difesa, questione forse non prioritaria ma certamente importante ai fini di un equilibrato sviluppo istituzionale.Sempre in ambito istituzionale, sembra emergere la necessità di formalizzare gli incontri fra i Ministri della Difesa dell’Ue, istituendo un loro Consiglio che si riunisca anche indipendentemente da quello dei Ministri degli Esteri.
Si registrano inoltre alcune iniziative di procurement comune di mezzi destinati ad accrescere le capacità militare dei paesi dell’Ue. In tale ambito potrebbe esservi un sempre maggior ruolo di indirizzo, supporto e gestione da parte delle istituzioni europee e in particolare dell’Occar.

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