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Osservatorio sulla Difesa Europea, aprile 2001

15/04/2001

6 Aprile 2001
Incontro Ministri Difesa Ue

I Ministri della Difesa dell’Ue hanno tenuto una riunione informale a Bruxelles, nel corso della quale è emersa la volontà di organizzare una seconda conferenza sulle capacità militari dell’Unione, che avrà luogo a novembre sotto la presidenza belga.Il rapporto con la Nato e la Turchia in particolare rimangono i nodi da sciogliere, oltre al rapporto con la Russia.
I paesi membri sono anche stati richiamati ad un effettivo impegno economico a supporto delle scelte politiche in ambito di sicurezza e difesa comune.

L’organizzazione di una conferenza sulle capacità è sintomo di un’attenzione costante per gli sviluppi della politica di sicurezza e difesa dell’Unione e contribuirà certamente ad un suo rafforzamento. Allo stesso tempo sono messi in luce gli ostacoli incontrati dal processo d’integrazione, sia in ambito internazionale sia all’interno dell’Ue.
In particolare, emerge la necessità di garantire l’implementazione delle politiche tramite un reale impegno in termini di spesa per la difesa. I diversi livelli di impegno finanziario per la difesa presi dai paesi Ue pongono un problema originale, tra europei, di “burden-sharing”. Esso può essere affrontato in vari modi. Uno di essi consiste nella attuazione progressiva di un processo di convergenza dei bilanci che garantisca un livello comparabile di spesa fra i diversi paesi, compatibile con le nuove esigenze politico-strategiche. Tale obiettivo è però reso molto complesso dalla difficoltà obiettiva di effettuare comparazioni pienamente soddisfacenti tra i diversi bilanci della difesa a causa delle loro diverse regole ed impostazioni. Inizialmente quindi l’obiettivo dei ministri europei della difesa potrebbe concentrarsi sull’effettivo raggiungimento di una serie di obiettivi di forza, soprattutto qualitativi. 
Sembra, inoltre, opportuno avviare una riflessione sul coinvolgimento e il sostegno dell’opinione pubblica nella Pesd, particolarmente importante per poter giungere a decisioni anche impopolari (quali un incremento della spesa per la difesa), anche se probabilmente prematuro.
Anche lo sviluppo di un vero e proprio “Concetto Strategico” dell’Ue, sebbene desti un notevole interesse (l’Assemblea parlamentare dell’Ueo ha tenuto recentemente a Berlino un seminario proprio su questo tema) e certamente rappresenti una tappa inevitabile, appare tuttavia inadeguato in una fase in cui un certo livello di ambiguità può rivelarsi costruttiva.

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