L'Unione per il Mediterraneo. Evoluzione e prospettive

L’autore esamina l’identità politica dell’Unione per il Mediterraneo (Upm), il suo rapporto con l’ “acquis” euro-mediterraneo del Partenariato Euro-Mediterraneo (Pem), e la funzionalità delle sue istituzioni. Nonostante l'Upm sia stato progettato per dare nuovo impulso alla cooperazione dell'Ue con i paesi mediterranei, finora i risultati non hanno soddisfatto tale ambizione. L'Ue può fare molto per accrescere il profilo dell’Upm: rivedere le sue impostazioni istituzionali; creare una parallela, ma connessa, dimensione multilaterale nel quadro della Politica europea di vicinato; realizzare rapidamente progetti regionali su vasta scala; estendere la cooperazione al settore agricolo; e, infine, ridimensionare l'ambizione secondo la quale l'Upm può promuovere la solidarietà politica nel breve-medio termine.

Intervento alla tavola rotonda "L’area adriatico-ionica e l’Unione per il Mediterraneo", svoltasi a Teramo il 5 dicembre 2009 nel quadro della conferenza internazionale "Il ruolo delle università e della ricerca nell’integrazione adriatico-ionica e mediterranea". Pubblicato in: Gianluca Sadun Bordoni (a cura di), I Balcani e il Mediterraneo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2010, p. 49-59 (Collana di studi diplomatici ; 30).

Autori: 
Dati bibliografici: 
Roma, IAI, dicembre 2009, 8 p.
Numero: 
09|39
Data pubblicazione: 
30/12/2009

1. Natura intergovernativa dell’Upm
2. Un’eredità a rischio
3. La deriva delle co-presidenze
Conclusioni

Contenuti collegati: 

Area di ricerca

Tag