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Libia: una crisi pluridimensionale. Nuova roadmap, riallineamenti regionali e criticità del Maghreb profondo

22/06/2023

A distanza di più di dieci anni dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi, le esitazioni della incerta transizione in Libia stanno mettendo a repentaglio i progressi accumulati dalla firma del cessate-il-fuoco del 23 ottobre 2020. L’insostenibilità dello status quo è emersa diverse volte, non da ultimo con gli scontri avvenuti a Tripoli alla fine di agosto 2022, che hanno scosso le fragili fondamenta della tregua precaria tra fazioni avverse. Sia pur in assenza di un ritorno alla conflittualità aperta che aveva caratterizzato il biennio 2019-2020, appare evidente come la difficoltà o la mancata volontà dei principali attori interni di raggiungere un accordo di pace definitivo stia progressivamente conducendo a una sorta di conflitto congelato. In questo stallo inamovibile, ad emergere sono invece i molteplici livelli di una crisi pluridimensionale nel quale le dinamiche interne sono evidentemente caratterizzate da una lotta serrata per il potere che ha inevitabili conseguenze sul cruciale comparto petrolifero. La polarizzazione è inoltre agevolata dalle consuete interferenze esterne che, a dispetto del rinnovato clima di distensione regionale, continuano a costituire fonte di instabilità, minacciando da vicino i tentativi di ricomposizione portati avanti a fatica dalle Nazioni Unite. Come dimostrato dallo scoppio della crisi in Sudan, il deterioramento delle condizioni di sicurezza e la progressiva erosione dell’autorità statale nel Sahel, non aiuta e potrebbe complicare ulteriormente il processo di pace in Libia, già importante punto di arrivo di una cartografia di traffici, tra cui quello di esseri umani, che dal Centro Africa risalgono il continente sino alle coste del Mediterraneo, attraversando il Sahel e non solo approfittando, ma anche nutrendosi delle situazioni di instabilità politica della macroregione. Di fronte alla complessità di questa situazione e con risorse limitate in considerazione degli importanti sviluppi sul fianco orientale nel quadro della guerra della Russia contro l’Ucraina, l’Italia e l’Europa si trovano costrette a moltiplicare i propri sforzi, anche al fine di non lasciare l’iniziativa in mano a soggetti terzi che potrebbero avere interessi differenti o divergenti in un mondo sempre più improntato alla multipolarità.

Il paper è il risultato del lavoro congiunto dei think tank che partecipano al progetto di “Comunità italiana di Politica Estera”.

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