La partecipazione italiana alla politica agricola comunitaria

La contraddittoria vicenda della politica agricola comune europea, da molti considerata fino a poco tempo fa come la spina dorsale della Comunità, ed il ruolo svoltovi dall'Italia in quasi vent'anni di mercato comune sono i temi centrali di questo studio condotto da Rosemary Galli e Saverio Torcasio. Attraverso una dettagliata e rigorosa analisi degli avvenimenti comunitari in campo agricolo, gli autori cercano di evidenziare soprattutto i comportamenti delle autorità governative italiane poste davanti a scelte che devono tenere conto contemporaneamente delle esigenze europee della politica agricola comune e della difesa degli interessi agricoli italiani. Dal 1958 ai giorni nostri tali atteggiamenti sono passati da un aperto sostegno dello «spirito comunitario», fino ad un sempre più accentuato abbandono di questa linea in favore di una «politica degli interessi» rigida e senza vere alternative. Ma non sono solo le autorità governative italiane a portare il peso di certe responsabilità e di certe scelte: vi sono anche, e soprattutto, i partiti politici e le organizzazioni professionali che hanno svolto un ruolo non indifferente nel modificare in un senso o nell'altro la partecipazione dell'Italia alla politica agricola comune. Partecipazione che non può essere solo giudicata in riferimento agli atteggiamenti italiani, ma che trova un senso compiuto nell'esame degli effetti che la politica agricola comune ha avuto sull'agricoltura italiana nel suo insieme. Anche sotto questo profilo non si può negare che l'integrazione dei mercati abbia apportato taluni vantaggi ad alcuni settori della nostra ·agricoltura. Tuttavia bisogna anche dire che nel suo complesso l'agricoltura italiana non ha tratto consistenti benefici dalla politica agricola comune, almeno se si tengono presenti le sue più vitali esigenze. AI di là dei progressi compiuti e dei risultati conseguiti in questo o in quel settore sopravvivono infatti pressoché immutati tutti i fattori di inferiorità strutturale della nostra agricoltura rispetto a quella degli altri paesi della Cee. È su queste considerazioni che dovrà basarsi il futuro apporto dell'Italia ad una profonda revisione della politica agricola comune e della stessa agricoltura italiana.

Dati bibliografici: 
Bologna, Il mulino, aprile 1976, 260 p.
Numero: 
37
Data pubblicazione: 
01/04/1976

Prefazione

Parte prima: Il periodo dell'europeismo (1956-64)
I. Agricoltura e Mercato comune (1956-59)
I negoziati per il Trattato di Roma
La Conferenza di Stresa
Parla Mansholt
Definizione di una politica agricola comune
Le proposte della Commissione
Prime reazioni alle proposte
II. I primi negoziati agricoli (1960-61)
L'Italia e le proposte della Commissione
I primi compromessi: dicembre 1960
L'organizzazione comune dei mercati
La politica finanziaria
Le riunioni del Consiglio
Ill. Nel nome dell'Europa (1962-63)
L'Europa delle illusioni
L'organizzazione comune dei mercati
Il dibattito sul regolamento finanziario
Le decisioni del dicembre 1963
IV. I negoziati: 1964
Un anno decisivo
La posizione dell'Italia di fronte all’allargamento della Comunità
Le richieste italiane nel Settore ortofrutticolo
Le richieste italiane dl politica sociale
Le richieste italiane di politica finanziaria
Il nodo dell'unificazione del prezzo dei cereali
Gli accordi del dicembre 1964

Parte seconda: La politica del «rattrapage» (1965-70)
I. L'anno della «grande crisi»: 1965
Diplomatici e politici a Bruxelles
All’origine della crisi: le proposte della Commissione
Nell'«occhio» della crisi: giugno 1965
Il periodo della «sedia vuota»: luglio 1965-gennaio 1966
La guerra delle arance
II. Gli accordi del 1966
Il risveglio degli interessi e La linea della «globalità» e della «solidarietà»
L'organizzazione comune dei mercati
I Consigli agricoli del luglio 1966
Ill. Le controversie sull'unificazione dei prezzi e dei mercati (1967-68)
Le rivendicazioni italiane
I negoziati sui prezzi per il 1968-69
Il problema delle eccedenze lattiero-casearie
IV. I negoziati sui prodotti mediterranei (1969-70)
La situazione all'inizio del 1969
Il completamento dell'organizzazione comune dei mercati
Politica finanziaria

Parte terza: Sviluppo e crisi dell'Europa verde (1971-75)
I. Verso il superamento della politica dei prezzi e dei mercati: il Piano Mansholt (1968-71)
L'iniziativa italiana nel 1971
Dal Memorandum Mansholt alle proposte di direttiva sulle strutture
Verso le nuove proposte della Commissione
Il Consiglio in «surplace»
L'agricoltura nel ciclone monetario
Epilogo di un anno promettente
II. Il varo della politica di riforme strutturali (1972)
I nodi agricoli nel 1972: prezzi, strutture e problemi monetari
La questione «prezzi»
La questione «strutture»
I Consigli agricoli del marzo 1972
L'evoluzione della situazione politica interna
Questioni monetarie
Questioni di mercato
Ill. L'Europa verde alla ricerca di una nuova identità (1973)
L'Italia in quarantena
Il rinnovo dei prezzi agricoli per il 1973-74
Verso una riflessione sulla politica agricola comunitaria
IV. L'Europa verde nella tempesta comunitaria (1974-75)
Crisi mondiale e crisi dell'Europa
Le discussioni sui prezzi agricoli
Si aggrava la crisi dell'Europa agricola
Il 1975: anno di bilanci

Conclusioni: Elementi per un bilancio
La posizione italiana nei negoziati agricoli
L'influenza dell'Italia sulla politica agricola comune
L'influenza della politica agricola comune sull'agricoltura italiana
Le carenze della partecipazione italiana alla politica agricola comune

Area di ricerca

Tag