Titolo completo
So Close Yet So Far Apart. Facilitating Dialogue and Cooperation across the Persian Gulf
Gli stati che si affacciano sul Golfo Persico si ritrovano spesso ai ferri corti, nonostante i popoli che vi vivono intorno condividano storia e tratti culturali. Tutti i tentativi di creare un quadro di sicurezza regionale inclusivo e completo continuano a soffrire per radicate rivalità e sospetti. È necessario quindi guardare oltre i formali canali e metodi volti a creare la distensione. In questo studio gli autori si rifanno ai processi e ai metodi impiegati in quelle che alla fine sono diventate l’Osce e l’Asean. Sostengono che lo sforzo per facilitare una distensione nella regione richiede un approccio più ampio e più dal basso verso l’alto per promuovere la fiducia reciproca. Tali progetti “track 2” beneficiano anche di una più approfondita comprensione concettuale della pace e della sicurezza. In breve, pensando in termini di sicurezza umana, si considerano altri aspetti essenziali delle condizioni di vita e della dignità delle popolazioni della regione quando si progetta un'architettura di sicurezza regionale. Ciò è a sua volta necessario per il successo a lungo termine di un tale progetto.
Studio realizzato nell'ambito del progetto FEPS-IAI “Verso una nuova architettura di sicurezza in Medio Oriente”, ottobre 2020.
Introduction: Going beyond hard security
1. The Persian Gulf: When is a good time for peace?
2. Conceptualising security and peace
3. Dialogue from below as a first step
4. Precedents and the process of developing security
Conclusion and recommendations
References


