Titolo completo
Four Years of Nuclear Piracy: Zaporizhzhia and the Weaponisation of Civilian Nuclear Infrastructure
La prolungata occupazione della centrale nucleare di Zaporizhia nel corso della guerra russa contro l’Ucraina segna il primo caso di controllo militare di lunga durata di una centrale nucleare civile operativa in un conflitto interstatale attivo. Negli ultimi quattro anni l’impianto è stato incorporato nelle più ampie dinamiche della guerra territoriale, generando una crisi ibrida di sicurezza nucleare e di protezione nucleare. La presenza militare presso l’impianto, le ripetute interruzioni dell’alimentazione elettrica esterna e le interferenze con le operazioni hanno incorporato il rischio radiologico nella condotta della guerra, trasformando la possibilità latente di una catastrofe nucleare in una sorta di leva strategica. Questa configurazione può essere intesa come pirateria nucleare: l’appropriazione coercitiva e la strumentalizzazione di infrastrutture nucleari civili da parte di un attore statale al fine di sfruttare la minaccia di un rilascio di materiale radioattivo. A differenza di precedenti attacchi contro la proliferazione nucleare, episodici e distruttivi, la centrale di Zaporizhia illustra una strategia basata sull’occupazione prolungata e su una graduale normalizzazione della vulnerabilità radiologica. La crisi mette in luce una lacuna significativa nel diritto internazionale umanitario e nella governance della sicurezza nucleare, che continuano ad essere scarsamente attrezzati per regolamentare la militarizzazione degli impianti nucleari civili nei conflitti armati.
1. The last four years in the Zaporizhzhia occupation (2022–2026)
2. What is new: The paradigm of nuclear piracy
3. The IAEA role and ad hoc normative frameworks
4. Implications for nuclear security
4.1 The enduring manipulation and normalisation of radiological risk
4.2 Diplomatic stalemate and the future of ZNPP
4.3 The limits of normative evolution
Conclusions
References


