Salta al contenuto principale

Titolo completo
Europe, Nuclear Risks, and the Politics of Restraint

Autori Ludovica Castelli
Data pubblicazione

Per la sicurezza internazionale uno dei pericoli attualmente più gravi, e meno regolamentati, sono gli attacchi agli impianti nucleari – siano essi condotti durante un conflitto armato, al di fuori di esso o come misure preventive di controproliferazione. Gli Stati europei sono da tempo impegnati nel definire, discutere e, in ultima analisi, limitare l’elaborazione di norme che disciplinino tali attacchi. Dal bombardamento alleato del 1943 della centrale norvegese Norsk Hydro all’occupazione e al bombardamento russo della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, l’Europa è stata sia un territorio storicamente vulnerabile per gli impianti nucleari sia un’arena diplomatica per decidere come queste infrastrutture devono essere protette. Eppure, per ben cinquant’anni, i governi europei – con la notevole eccezione della Svezia – hanno ripetutamente scelto una posizione attendista di rinvio delle norme, esprimendo preoccupazione dal punto di vista umanitario ma evitando impegni che avrebbero potuto limitare la flessibilità militare o compromettere la politica delle alleanze. Questo schema ha prodotto il “dilemma del collegamento” degli anni ’80, ha bloccato i negoziati multilaterali negli anni ’90, ha contribuito al regime di sicurezza nucleare incentrato sul terrorismo degli anni 2000 e ora produce le reazioni divergenti dell’Europa ai recenti attacchi israelo-americani contro gli impianti nucleari iraniani e alle azioni della Russia in Ucraina.

Dati bibliografici
Roma, IAI, dicembre 2025, 15 p.
In
IAI Papers
Numero
25|32
ISBN/ISSN/DOI
978-88-9368-388-3

1. Early legal foundations and normative tensions (1950s-1970s)
1.1 The narrow scope of protection
1.2 Western reserves
1.3 Nuclear security as a distinct domain
2. The 1980s: European contestation and the “linkage dilemma”
2.1 Sweden’s norm entrepreneurship
2.2 Western reserves 2.0
2.3 The Osirak strike: A moment of normative opportunity and retreat
3. The 1990s: Drift, dilution and disappearance
4. The 2000s: The terrorism paradigm
5. The return of state-centric threats: Iran 2025 and Zaporizhzhia
Conclusions
References