Eastern Partnership: challenges and opportunities for Georgia

27/04/2012, Roma

Dai rapporti con l’Unione europea a quelli con la Russia, dalla possibilità di ingresso nell’Alleanza atlantica alla questione energetica: il vice-ministro agli Esteri della Georgia Tornike Gordadze ha affrontato durante un seminario allo IAI, il 27 aprile, le attuali prospettive della politica estera del suo Paese, nell’ambito di una più generale riflessione sulla ‘Eastern partnership’ dell’Ue con la regione strategica del Caucaso.

Il ministro ha subito evidenziato come la Georgia, ex repubblica dell’Unione Sovietica, sia oggi uno Stato in evoluzione, da tempo impegnato nella ricostruzione delle strutture statali ed economiche, con l’obiettivo di avviarsi a pieno titolo sulla strada della democrazia, del libero mercato e dell’integrazione in Europa. L’avvicinamento alla Nato e quello all’Ue, con l’ingresso nel 2004 nella ‘Politica europea di vicinato’ e i successivi accordi del 2010-2011, ne sono una chiara dimostrazione.

Terra di frontiera geostrategica tra Europa e Asia, la Georgia trae grande beneficio, sia sul piano economico che su quello socio-culturale, dai progetti di cooperazione con l’Unione europea, in particolare quelli riguardanti la libera circolazione di capitali, beni, servizi e persone (già oggi un cittadino Ue può rimanere in Georgia fino a tre mesi senza bisogno di un visto). Un dato di fatto che, secondo il ministro, potrebbe preludere a una vera e propria adesione all’Unione europea come naturale conseguenza della attuale intesa politica e commerciale.

Oltre che sull’avvicinamento all’Ue, la Georgia sta lavorando anche per completare il processo di integrazione nella Nato, detenendo ancora lo status di ‘Paese aspirante’ conferitogli dal Consiglio atlantico nel dicembre del 2011. La Georgia è oggi un partner speciale per l’Alleanza: ne è una prova il contributo che le truppe di Tbilisi danno in Afghanistan come contingente satellite delle forze atlantiche (al momento quella georgiana è la più consistente presenza militare non-Nato sul territorio afghano). A soli quattro anni dal conflitto con la Russia che sconvolse la regione nell’agosto del 2008, l’impegno afghano consente di considerare la Georgia non più solo un “consumatore” ma anche un “fornitore” di sicurezza e difesa nello scenario internazionale.

Nato e Ue possono essere, inoltre, centrali per un miglioramento dei delicati rapporti con la vicina Russia, che ancora occupa militarmente le due contestate regioni dell’Ossezia del Sud e dell’Abkazia, senza mostrare l’intenzione di ritirarsene, a fronte di numerose azioni distensive messe, invece, in atto, nel giudizio di Gordadze, dal governo georgiano.

Importanti sviluppi potrebbero venire dal vertice Nato di Chicago del 20 e 21 maggio e dalle elezioni georgiane del prossimo novembre, un test efficace per misurare il tasso democratico del Paese.

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