Obiettivi per il G8: 10 miliardi di dollari l'anno contro le grandi epidemie e l'avvio di incontri a venti (G-20)

03 Luglio 2001

Un gruppo ad alto livello di esperti e personalità dei paesi del G-8 propone al Vertice di Genova l’avvio di quattro iniziative di grande rilievo:

- uno stanziamento di 10 miliardi di dollari l’anno per combattere l’AIDS, la malaria e la tubercolosi nei paesi più poveri;

- il varo, entro l’anno, di un nuovo Round negoziale multilaterale sul commercio mondiale;

- la drastica revisione delle sanzioni economiche verso l’Iraq, in cambio della concreta attuazione da parte irachena di un sistema di ispezioni internazionali sui suoi armamenti;

- il rafforzamento dell’efficacia e della rappresentatività dei Vertici G8, invitando i leaders dei paesi G20 a riunioni periodiche collegate con gli stessi Vertici, come già avviene per i Ministri economici.

La spiegazione più ampia e dettagliata di queste proposte, e di alcune altre, si trova nel Rapporto che viene oggi presentato dalla G8 Preparatory Conference: un gruppo ad alto livello di 23 esperti indipendenti che è al suo secondo anno di vita (la lista è acclusa). Il gruppo si è riunito a Torino nel Gennaio 2001 e di nuovo a Genova i giorni 1 e 2 Luglio. Le sue raccomandazioni sono state rese note  ai partecipanti al Vertice di Genova,  e verranno presentate al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi domani 4 Luglio a Roma. Durante i lavori, tre dei membri del Gruppo hanno assunto responsabilità di governo nei loro rispettivi Paesi. Si tratta di Robert Zoellick, ora Ministro USA per il Commercio Estero, di Heizo Takenaka, divenuto Ministro Giapponese per l’Economia e di Renato Ruggiero, Ministro degli Esteri Italiano. L’iniziativa è sponsorizzata dalla Tokyo Foundation, organizzata dall’Institute for International Economics di Washington, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma.

Il Gruppo, sulla base del Rapporto qui presentato, ha individuato quattro temi di importanza centrale che richiedono iniziative nuove e urgenti, ma che allo stesso tempo sembrano abbastanza maturi, sul piano del consenso internazionale, perchè una decisione forte del G8 produca effetti positivi immediati.

 

1. Lotta alla povertà globale

A partire dalle risoluzioni prese negli scorsi anni in tema di riduzione del debito il G8 dovrà  allargare in modo deciso la lotta alla povertà mondiale per raggiungere così gli obiettivi individuati dal Vertice del Millennio 2000. L’iniziativa più urgente è il finanziamento di un attacco globale alle tre più gravi e mortali malattie epidemiche, l’AIDS, la malaria e la tubercolosi. Il solo AIDS ha già causato oltre venti milioni di morti in Africa e si prevede il contagio di circa cento milioni di persone entro il 2005. Già oggi esistono tredici milioni di orfani dell’AIDS.

I Paesi del G8 dovrebbero quindi accrescere significativamente i loro stanziamenti per la cura e la prevenzione di queste malattie, prevedendo di arrivare ad una spesa annua di 10 miliardi di dollari entro il 2005. Un tale sforzo, se accompagnato da seri impegni dei Paesi beneficiari per la riforma dei loro sistemi sanitari, potrebbe salvare milioni di vite ogni anno ed evitare gravissime perdite economiche ai Paesi più poveri. I suoi costi sono, per i Paesi del G8, del tutto sostenibili e  pari a poco più di dieci dollari  pro capite (un ventesimo dell’uno per cento del loro PIL).


2. Un nuovo Round sul commercio mondiale

Il commercio mondiale è oggi minacciato da aspri conflitti, in particolare tra Europa e Stati Uniti, e più recentemente anche tra Cina e Giappone. Il rapido diffondersi di iniziative regionali, come i progetti per la creazione di Aree di Libero Scambio nelle Americhe e nell’Est Asia, potrebbe indebolire il sistema degli scambi multilaterali, con conseguenze drammatiche sia per l’economia mondiale, specie per i paesi più poveri, fortemente dipendenti dagli scambi commerciali, che per la sicurezza globale.

I Paesi del G8 dovrebbe impegnarsi a lanciare un nuovo Round multilaterale sul commercio mondiale, in occasione della Conferenza ministeriale dell’OMC il prossimo Novembre. Per rendere credibile tale impegno, i paesi più avanzati dovrebbero accordarsi su un’Agenda negoziale sufficientemente ampia da includere i temi commerciali di maggiore rilevanza sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo. Il successo del Round dipenderà in effetti dalla possibilità che un numero di temi sufficientemente elevato e significativo consenta la formazione di pacchetti negoziali per arrivare a concessioni reciproche. Perché il Round abbia esito positivo è   in primo luogo necessario che il Governo Americano ottenga, nel più breve tempo possibile, l’approvazione da parte del Congresso della “Trade Promotion Authority”.

Il G8 dovrebbe anche adoperarsi per accelerare l’ingresso della Russia nell’OMC, così da accrescerne la rappresentatività e universalità.  


3. Revisione del regime delle sanzioni all'Iraq

A più di dieci anni dalla guerra del Golfo l’Iraq presenta il maggior rischio di proliferazione delle armi nucleari e di distruzione di massa in genere, e quindi è una minaccia per la sicurezza mondiale. E’ assolutamente necessario re-instaurare un sistema internazionale efficace di controllo sul suo   processo di riarmo.

Il G8 dovrebbe accordarsi su una politica di significativo alleggerimento dell’attuale regime di sanzioni economiche delle Nazioni Unite nei confronti dell’Iraq, che hanno effetti limitati sul regime mentre penalizzano gran parte della popolazione, ottenendo in cambio dall’Iraq l’attuazione di un efficace regime di ispezioni internazionali dei suoi armamenti. Prudenza vuole che, nel frattempo, vengano mantenuti controlli ad ampio spettro sull’uso da parte irachena delle entrate petrolifere e sulle importazioni di armamenti. Ove necessario, bisognerebbe anche prevedere un rinnovato uso della forza militare a sostegno del regime ispettivo, qualora ogni altro mezzo si rivelasse inefficace.


4. Rafforzamento del G8

I paesi del G8 rappresentano ,a tutt’oggi, circa i due terzi della produzione economica mondiale, ma solo il dieci per cento della popolazione globale. Essi dovrebbero quindi adoperarsi per allargare sistematicamente la loro capacità di dialogo e di azione, al di là delle iniziative prese dai singoli paesi ospitanti con l’invito di leaders dei paesi terzi per incontri separati.

Il G8 dovrebbe organizzare periodicamente, in occasione del Vertice, una riunione con i Capi di Stato e di Governo dei paesi  del cosiddetto G-20, un gruppo che raccoglie oltre la metà della popolazione mondiale e che già partecipa ad incontri periodici a livello di Ministri Economici. Una tale iniziativa potrebbe accrescere sia l’efficacia del G8 che la legittimità del sistema della governabilità internazionale.

Infine, il Gruppo raccomanda che, per il futuro, il G8 semplifichi le sue procedure. È forse impossibile ritornare al “modello di Rambouillet” di venticinque anni or sono, ma è necessario ridurre il numero dei temi in  discussione al Vertice. I leaders dovranno impegnarsi  su un numero ristretto di priorità, tra le tante che sono chiamati a fronteggiare, così da poter approvare poche ma importanti iniziative di sostanza, quali quelle suggerite da questo Rapporto. In tal modo sarà possibili rafforzare il ruolo essenziale che il G8 può giocare nel processo di cooperazione internazionale e per il progresso economico globale.