Resilient Connectivity through Crisis: New Gulf Infrastructures after the Iran Conflict and Opportunities for Italian Engagement
Alla luce delle trasformazioni in corso nel Golfo, che hanno accelerato processi di diversificazione e adattamento, incentivando governi e operatori economici a investire in connessioni terrestri, ferroviarie, portuali e digitali, il progetto (settembre 2026-giugno 2027) si propone di analizzare il processo di riconfigurazione delle reti infrastrutturali nella regione, valutandone le implicazioni regionali e internazionali e individuando possibili spazi di cooperazione tra Italia, paesi del Golfo e altri partner coinvolti nelle iniziative di connettività emergenti. La ricerca mapperà i principali progetti ferroviari, portuali, energetici e digitali della regione (tra cui la Gulf Railway, l’Hafeet Rail, il Saudi Landbridge e i programmi di sviluppo dei porti omaniti e sauditi sul Mar Rosso) e l’impatto delle crisi sui colli di bottiglia di Hormuz, Bab el-Mandeb e Suez, individuando i settori cui può contribuire il sistema produttivo italiano (ingegneria, costruzioni, logistica, energia, tecnologie avanzate) e riflettendo sul ruolo delle medie potenze nella governance dei corridoi economici, anche in relazione al corridoio Imec.
Le risultanze della tavola rotonda a porte chiuse prevista nel Golfo a fine 2026, organizzata in collaborazione con Gulf Research Center, Anwar Gargash Diplomatic Academy, Center for International Policy Research e Maritime Research and Consultation Center, confluiranno in un policy brief, la cui pubblicazione è prevista a inizio 2027, che sarà condiviso con l’Unità di analisi e programmazione del Maeci e con i consiglieri diplomatici della Presidenza del Consiglio.
Nel 2027 è inoltre prevista la seconda edizione del Med-Gulf Summit, nato per rafforzare il ruolo dell’Italia come spazio di confronto tra Mediterraneo e Golfo, due aree sempre più interconnesse. La prima edizione, svoltasi presso lo IAI il 24 giugno 2026, ha riunito a porte chiuse consiglieri, negoziatori ed esperti di Arabia Saudita, Kuwait, Libano, Palestina, Qatar e Turchia, insieme a rappresentanti del Maeci, dell’Unione europea e dell’Unhcr, per discutere delle principali crisi regionali (Gaza, Libano, Iran e Stretto di Hormuz), delle prospettive negoziali e delle opportunità di mediazione, e ha coinvolto in una sessione dedicata le imprese socie e partner dello IAI nei settori della finanza, dell’energia e della difesa sui temi dello sviluppo economico e delle infrastrutture regionali. La seconda edizione intende consolidare questa rete di negoziatori e interlocutori di alto livello, attivabile sia in fasi di stabilità sia in momenti di crisi, approfondendo il nesso tra sicurezza, crescita economica e connettività e il coordinamento tra iniziative diplomatiche, progetti infrastrutturali e strategie di sviluppo in sinergia con le ricerche del programma sui corridoi del Golfo.
Finanziamento: Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Fondazione CSF/Fondazione Compagnia di San Paolo

