Titolo completo
Lo spettatore internazionale, anno 3, n. 4-5, luglio-ottobre 1968
Problemi generali. Possono coesistere due o piu gruppi culturali all'interno di una singola struttura politica? Questa è la domanda a cui tenta di rispondere Walker Connor nell'articolo «Nazionalismo ed autodeterminazione». L'autore dopo aver messo in rilievo i limiti di quel «principio pernicioso e forse non realistico» che va sotto il nome di autodeterminazione, lancia un grido di allarme per la nuova ondata di nazionalismo che travaglia attualmente tutti gli stati multinazionali.
Le conseguenze del progressivo sorgere di piccoli stati negli ultimi anni sono oggetto delle riflessioni di J.L. Vellut «I piccoli stati e l'equilibrio internazionale». Con particolare riferimento all'esperienza africana (l'autore è professore all'Università di Lovanio a Kinshasa) vengono esaminate le ripercussioni dei piccoli stati sul problema della pace, il «costo» visibile (spese per l'apparato politico e amministrativo) e quello occulto (ristagno economico) impliciti nella loto costituzione, e le conseguenze sulla stabilità internazionale.
Tecnologia e armamenti. La decisione americana di costruire una difesa missilistica «sottile» è stata il risultato di una scelta razionale o piuttosto «non è che la conseguenza di una ricerca «ossessiva e nevrotica» di una sicurezza nucleare impossibile da raggiungere? Quest'ultima sembra essere la risposta che J. Storie dà nel suo studio sull'antimissile, tutto teso a dimostrare la poca efficacia, l'alto costo e le implicazioni sulla «arms race» dell'adozione dei sistemi ABM. Una relativa sicurezza, suggerisce l'autore, la si può ottenere mantenendo l'equilibrio dell'offesa è non lanciandosi in una corsa per nuovi tipi di difesa. Sul gap tecnologico e il destino dell'Europa pubblichiamo una scheda sullo studio di un autore americano, Arnold Kramish, in cui si polemizza con molte proposte già pubblicate in queste stesse pagine. In particolare l'autore critica quanti si attendono un progresso dell'integrazione comunitaria dalla costituzione di una comunità tecnologica o dallo sviluppo di produzioni militari comuni. Concludendo esorta gli europei a «trovare argomenti piu significativi del gap su cui basare le loro aspirazioni di sviluppo tecnologico».
La necessità di una regolamentazione per lo sfruttamento delle risorse del mare e comunque per il suo uso è sostenuta da due schede. Nella prima («La competizione per lo sfruttamento dei mari») si criticano le proposte delle Conferenze di Ginevra del 1958 e del 1960 per la definizione e la divisione della piattaforma continentale. Nella seconda («Tecnologia sottomarina e uso degli oceani») si auspica un nuovo codice marittimo - per il quale si fanno alcune proposte - che sostituisca l'attuale corpo delle leggi marittime basate sulla sola navigazione di superficie.
Problemi dei paesi in sviluppo. La trasposizione di politiche e di istituzioni dei paesi avanzati rispetto a quelli in via di sviluppo favoriscono lo sviluppo accelerato di questi ultimi? Guy Hunter esamina questo problema soffermandosi in particolare sul ruolo dell'impresa privata e delle istituzioni politiche e amministrative.
Lo studio di Alaor Passos si occupa dei rapporti tra potere politico e potere militare e tra la stabilità politica e lo sviluppo economico nell'America latina. Più che un esame di uno dei grossi problemi della regione sudamericana la peculiarità dello studio va ricercata sul piano teorico della sociologia dello sviluppo: come esempio cioè di una tendenza che sta prendendo sempre più piede e che cerca di esaminare i problemi politici con gli strumenti di analisi già elaborati da altre scienze sociali.
Sempre sui problemi dello sviluppo economico pubblichiamo una scheda sull'accordo internazionale del caffè, un articolo sugli aiuti Usa al Pakistan e una scheda sui problemi demografici dell'Egitto.
Nord Africa e Medio Oriente. Oltre alla già menzionata scheda sull'esplosione demografica in Egitto pubblichiamo una rassegna sul «Baas e l'unità araba» e una scheda sulle conseguenze della chiusura del canale di Suez in cui si esaminano i vantaggi e svantaggi dell'iniziativa egiziana sia sul commercio internazionale, sia rispetto ai vari paesi. Questo stesso tema, con riferimento all'Italia è affrontato da una lettera pubblicata in fondo al fascicolo.
Estremo Oriente. Un dettagliato esame delle forze armate cinesi, della loro consistenza e delle loro dotazioni, è contenuto nell'articolo «Il potenziale militare cinese» di P. Bourgeois. Nella scheda «Un'altra guerra in Asia» Robert Crane critica la politica americana di aiuto al dittatore birmano Ne Win per combattere la guerriglia interna: potrebbe trattarsi, osserva l'autore, di un altro «cavallo sbagliato» che potrebbe portare a un nuovo Vietnam.
Mondo socialista. Le tendenze che si manifestano nel commercio estero dei paesi del Comecon vengono analizzati in uno studio di Andrew Shonfield. In esso l'economista inglese nota come le riforme economiche, in atto o previste, in alcuni dei paesi industrialmente piu avanzati dello schieramento esteuropeo comporteranno, oltre ad un decentramento e ad una maggior efficienza dei centri decisionali economici, una diversione delle correnti del commerCio. Il risultato ed i mutamenti in questo campo dipenderanno comunque per gran parte dal modo con cui si fisseranno i metodi per stabilire i nuovi prezzi dei prodotti da scambiare.
Europa. Un accurato esame degli obiettivi economici del Trattato è contenuto nello studio di Iacopo di Cocco presentato al convegno Iai sulla fusione delle Comunità europee, mentre Leonard Gleske si pone l'interrogativo se sia possibile una integrazione monetaria europea mettendo in rilievo la spinta che tale tipo di integrazione potrebbe svolgere sull'integrazione politica.
Italia. La politica estera italiana nel 1967 è l'oggetto di uno studio di M. Bonanni. L'autore parte dal presupposto che la politica estera può essere considerata come la risultante di due entità eterogenee, la diplomazia tradizionale e la politica multilaterale e sovranazionale, e cerca di dimostrare come tutte le cure siano ancora dedicate allo sviluppo della diplomazia tradizionale. Ad un problema italiano si riferisce anche la lettera di un nostro lettore sulla «Guerra deglì elettrodomestici».
Edizione inglese. E' uscito il n. 2 dello Spettatore Internazionale, edizione inglese (trimestrale). Oltre ad alcuni articoli e studi apparsi sull'edizione italiana esso pubblica, nella rubrica «Notes on ltalian Foreign Policy », le seguenti schede: Introduction - Three Months in Parliament - Between Kieslnger and Luns - Resistence to the Mansholt Position - The Colombo-Carli Line and the Gold Problem - Problems of Structure at Decision Level. L'uscita del n. 3 è prevista per i primi di ottobre.
Nazionalismo ed autodeterminazione, di Walker Connor, p. 521-545
I piccoli stati e l'ordine internazionale, di Jean-Luc Vellut, p. 546-569
Istituzioni e sviluppo economico, di Guy Hunter, p. 570-579
Il militarismo e lo sviluppo dell'America Latina, di Alaor S. Passos, p. 580-602
Usa e Pakistan: un caso-studio sugli aiuti all'estero, di Mohammed Ayoob, p. 603-619
La nevrosi dell'antimissile, di Jeremy J. Stone, p. 620-645
Il potenziale militare cinese, di P. Bourgeois, p. 646-651
Commercio e riforme nel mondo socialista, di Andrew Shonfield, p. 652-665
È possibile una integrazione monetaria europea?, di Leonhard Gleske, p. 666-677
Studi e rassegne
Italia 1967: la politica estera bilaterale, di Massimo Bonanni, p. 679-699
Il Baas e l'unità araba, di Giuseppe Faber, p. 700-719
La fusione delle Comunità: gli obbiettivi economici, di Jacopo Di Cocco, p. 720-747
Note e discussioni, p. 749-770
il gap, l'Europa e gli Usa - tecnologia sottomarina e uso degli oceani - la competizione per lo sfruttamento dei mari - conseguenza della chiusura di suez- l'esplosione demografica in egitto - l'accordo internazionale sul caffè - un'altra guerra in Asia?
Lettere, p. 771-773
Bollettino bibliografico, p. b142-b172


