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Titolo completo
Contestation on the Playing Ground: The Russia-Ukraine War between Beijing 2022 and Paris 2024

Autori Leo Goretti
Data pubblicazione

Questo capitolo sostiene che lo sport internazionale funzioni come un’istituzione secondaria del sistema internazionale, le cui norme sono contingenti alla politica sistemica. Concentrandosi sul caso della guerra Russia–Ucraina, dal ciclo che va da Pechino 2022 a Parigi 2024, esso ricostruisce come il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) abbia impiegato due norme – la neutralità politica e la Tregua Olimpica – per preservare la coesione organizzativa, e come gli attori statali più direttamente coinvolti (Ucraina e Russia) abbiano risposto. Il capitolo mostra che la neutralità ha operato principalmente come uno strumento di limitazione dei danni più che come un principio orientato ai valori, e che è stata oggetto di intensa contestazione. La contestazione si è articolata in due modalità: la contestazione “thin” (da parte dell’Ucraina) ha cercato di riorientare la gerarchia dei valori all’interno del quadro olimpico, elevando la condanna dell’aggressione al di sopra della neutralità; la contestazione “thick” (da parte della Russia e degli attori a essa allineati) ha invece messo in discussione la legittimità stessa del quadro e promosso eventi alternativi, aumentando i rischi di frammentazione. Complessivamente, il capitolo mette in evidenza che una arena sportiva realmente “universale” dipende necessariamente dal corretto funzionamento del più ampio sistema internazionale.

Dati bibliografici
in Global Age, Vol. 1, No. 2 (2025), p. 54-80
In
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ISBN/ISSN/DOI
10.69117/GA.02.2025.05