Titolo completo
The Security Risks of State Capture: Georgia’s Cautionary Tale
Come la corruzione può permettere a un privato si impossessarsi di un apparato statale (la cosiddetta “State capture”) è stato ampiamente studiato nell’ambito dei processi di arretramento democratico, ma non lo è stato altrettanto ciò che questo processo implica per la sicurezza. Subordinando gli interessi nazionali alla sopravvivenza delle élite, un governo “catturato” indebolisce infatti la resilienza istituzionale, distorce il processo decisionale strategico e compromette l’efficacia del settore della sicurezza. La “cattura” dello Stato costituisce, quindi, una minaccia endogena alla sicurezza. La Georgia, un tempo paese capofila delle riforme democratiche nell’ambito del Partenariato orientale dell’UE, ha vissuto un prolungato processo di autocratizzazione. Attraverso il clientelismo e il monopolio delle risorse statali, un sistema di potere personalistico ha assoggettato a interessi di parte le istituzioni (incluso il settore della sicurezza), privilegiando la lealtà rispetto alla competenza, svuotando i meccanismi di controllo e frammentando il coordinamento. In un paese esposto alle pressioni militari e ibride della Russia, tale erosione istituzionale implica conseguenze strategiche. Il caso georgiano evidenzia il ruolo centrale della governance per la sicurezza. I sistemi caratterizzati da responsabilità, pluralismo e coesione sociale sono strutturalmente più attrezzati per assorbire gli shock e garantire nel tempo la sicurezza. Una buona governance emerge quindi come un elemento strutturale della sicurezza nazionale.
2. State capture and security-sector governance in Georgia
2.1 Personnel policy
2.2 Weak accountability
2.3 The limits of strategic planning
2.4 Fragmented decision-making
3. Georgia’s cautionary tale
4. Lessons for governance and security
References


