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Assessing EU–Mediterranean Policies in the Fields of Industry and Energy from a Bottom-up Perspective

09/01/2019

L’obiettivo di questo rapporto è analizzare le diverse politiche dell’Ue nei settori industriale ed energetico in quattro paesi (Egitto, Libano, Marocco e Tunisia) in base alle valutazioni fatte dagli operatori locali ed europei nonché, sulla base di tali valutazioni, offrire ai politici una serie di raccomandazioni. Adottando un approccio dal basso, le politiche dell’Ue vengono valutate in base alla loro concettualizzazione, a come sono state attuate (strumenti), ai settori verso cui sono state dirette (sostanza) e a come sono state adattate ai diversi operatori (attori). I principali risultati dell’indagine mostrano che per l’industria la maggior parte degli strumenti ha come principali obiettivi l’interscambio commerciale e le infrastrutture (a volte anche la stabilità macroeconomica) piuttosto che contribuire allo sviluppo industriale e quindi alla creazione di posti di lavoro e a una crescita inclusiva. Riguardo all’energia, nonostante i numerosi strumenti dell’Ue nella regione, gli intervistati non sono stati in grado di nominare nemmeno una delle politiche, piattaforme o iniziative energetiche dell’Ue nella regione. La società civile, inoltre, ha partecipato ben poco alla creazione e allo sviluppo di tali politiche. Quanto all’industria, la maggior parte degli interventi non era rivolto direttamente al settore industriale, e quando lo eragli interventi sono stati indirizzati verso settori a basso valore aggiunto con effetti risibili sull’occupazione in generale e su quella femminile in particolare. Le politiche dell’Ue relative all’energia restano timide e al di sotto delle esigenze dei paesi del Mediterraneo meridionale. Un approccio diverso (con la società civile in fase di sviluppo; per le donne e in diversi settori nella fase di attuazione) è essenziale per politiche più efficaci.

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