Titolo completo
The Impact of the EU-Turkey Statement on Protection and Reception: The Case of Greece
La dichiarazione Ue-Turchia del 18 marzo ha avuto ripercussioni significative per la Grecia, uno stato membro già sovraccarico di rifugiati e con scarse capacità. Dall’attuazione dell’accordo Ue-Turchia sono derivati ritardi sia nell’elaborazione delle domande di asilo sia nei rinvii verso la Turchia. Altre conseguenze sono le due distinte procedure per i richiedenti asilo sulla terraferma e nelle isole, le condizioni inferiori agli standard per coloro che sono bloccati nelle isole e un trattamento differenziato a seconda della loro nazionalità. Questo saggio prende in esame il concetto centrale della dichiarazione Ue-Turchia, ossia il concetto di “paese terzo sicuro” ma anche di protezione nonché i problemi della sua attuazione. L’autrice analizza inoltre le modifiche legislative e i problemi pratici di attuazione della dichiarazione, non solo per ciò che riguarda l’asilo ma anche la capacità e gli standard di accoglienza.
Paper presentato al seminario "The EU-Turkey Deal and its Implications for the Asylum Capacities of EU Border Countries", organizzato ad Atene il 4 novembre 2016 dall'Istituto Affari Internazionali (IAI) in collaborazione con Mercator European Dialogue (MED) nell'ambito del progetto Global Turkey in Europe.
Introduction
1. Burden sharing and the notion of protection
2. The EU-Turkey Statement and the “safe third country” notion
3. The implementation challenges of the EU-Turkey statement
3.1 Determination procedure and returns
3.2 Reception conditions: lowering of standards
Concluding thoughts
References


