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Osservatorio sulla Difesa Europea, maggio 2004

15/05/2004

1 Maggio 2004
Ue - Allargamento

Il primo Maggio è avvenuto l’ingresso nell’Unione Europea di 10 paesi: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Malta, Cipro. 
I membri dell’Ue divengono pertanto 25 e contano una popolazione di circa 450 milioni di cittadini. 
L’ingresso delle tre Repubbliche Baltiche (già facenti parte dell’Unione Sovietica) e della Polonia ha determinato la costituzione di una enclave russa circondata da paesi dell’Unione, Kaliningrad. 
Cipro accede all’Ue ancora divisa in due entità, i cui confini sono controllati dalle Nazioni Unite e di cui quella a nord riconosciuta dalla sola Turchia; ciò comporta che vi sia una parte del territorio di un paese membro, quella turco-cipriota, in cui è sospeso l’acquis comunitario ed è presente una forza militare di un paese candidato all’ingresso nell’Unione, la Turchia.
L’allargamento dell’Unione, se da un lato rappresenta un successo storico, anche in termini di proiezione della stabilità e di allargamento dell’area di sicurezza europea, dall’altro implica un aumento della complessità del processo decisionale dell’Ue ed incrementa le diversità delle visioni in materia di politica estera e di sicurezza. 
Il rapporto conflittuale con la Russia da parte di diversi Stati del defunto Patto di Varsavia e la loro costante ricerca di un appoggio dell’alleato americano, sia in ambito Nato che bilaterale, potrebbe influenzare l’atteggiamento complessivo dell’Ue provocando attriti con altri membri, come peraltro già avvenuto in occasione del conflitto iracheno. 
La situazione particolare di Cipro inoltre, pur non rappresentando una minaccia per l’Unione, rimane un vulnus ai principi dell’Ue e potrebbe influenzare negativamente i complessi rapporti fra l’Unione, la Turchia, la Grecia e le due entità cipriote.

17-18 Maggio 2004 
Consiglio Affari Generali, Relazioni Esterne e Difesa - Capacità militari, Agenzia Difesa, Terrorismo, Non Proliferazione, Irak e Medio Oriente 

Il 17-18 Maggio i Consigli Affari Generali e Relazioni Esterne dell’Ue, preceduti da una riunione informale dei Ministri della Difesa europei, hanno discusso un’ampia agenda e raggiunto diverse importanti conclusioni nell’ambito della politica esterna dell’Unione e dello sviluppo della politica di difesa. 
Per quanto riguarda l’aspetto delle capacità militari dell’Ue, il Consiglio ha: 

  • adottato il nuovo catalogo delle forze 2004, che comprende i contributi dei 10 nuovi membri dell’Ue. 
  • approvato l’Headline Goal 2010, presentato dal Segretario Generale, ovvero i nuovi obiettivi di capacità per il 2010, focalizzati sul miglioramento qualitativo delle forze a disposizione, sulla riduzione dei tempi di reazione, l’incremento della capacità di proiezione in teatri lontani, la sostenibilità nel tempo e il soddisfacimento dei requisiti necessari per poter coprire l’intero spettro delle missioni di Petersberg, ampliate in seguito all’adozione della Strategia di Sicurezza. 
  • deciso di sviluppare il concetto dei “battle groups”, 7-9 unità composte da circa 1.500 uomini pronte all’impiego entro dieci giorni dalla decisione politica del Consiglio (che si prospetta ottenuta nell’arco di 5 giorni); i primi gruppi dovrebbero essere pronti per il 2005, i rimanenti entro il 2007. 
  • promosso l’insediamento dell’Agenzia Europea Difesa, da perseguire tramite l’adozione di un’apposita Azione Comune da parte del Consiglio del 17-18 Giugno. 
  • prospettato il subentro alla missione Nato Sfor in Bosnia con una missione a guida Ue entro fine anno. 
  • ribadito la necessità di strette consultazioni e collaborazioni fra Ue e Nato. 
  • sollecitato l’insediamento della cellula di pianificazione e comando autonoma dell’Ue. 

E’ stato inoltre affrontato il problema delle minacce legate allo sviluppo del terrorismo internazionale ed alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, in particolare nucleari, nel quadro della Strategia Europea di Non Proliferazione e della iniziativa a guida americana nota come Proliferation Security Iniziative (Psi). 
A tal proposito, il 30 Aprile è entrato in vigore nell’Unione il Protocollo addizionale al Trattato di Non Proliferazione (Tnp) nucleare. L’impegno a non sviluppare tali armamenti sta divenendo inoltre una condizione per l’adozione degli accordi di associazione fra Ue e Stati terzi, come nel recente caso della Siria. 
Nell’ambito della lotta al terrorismo, il 10-11 Maggio si sono tenuti degli incontri fra il coordinatore antiterrorismo europeo de Vries e le autorità statunitensi per sviluppare la cooperazione transatlantica. E’ stato approvato l’accordo sullo scambio dei dati dei passeggeri fra Ue e Usa, duramente contestato dal Parlamento Europeo perché ritenuto lesivo della privacy dei cittadini. 
I Ministri hanno inoltre affrontato due temi di stretta attualità: l’aggravarsi della situazione in Irak e l’evoluzione della politica occidentale vero il Medio Oriente. 
La situazione sul campo e gli sviluppi militari della crisi irachena sono stati oggetto di discussione soprattutto in sede Nato, così come le prospettive di adozione di una nuova Risoluzione delle Nazioni Unite che permetta il trasferimento dei poteri alle autorità locali e l’eventuale ampliamento della forza di stabilizzazione. Belgio, Francia e Germania non si sono opposti in principio al coinvolgimento delle Nato in Irak, qualora vi fosse una nuova Risoluzione a richiederlo, pur non auspicandolo ed escludendo comunque un invio di proprie truppe. Sono stati condannati gli atti di tortura commessi dalle forze occupanti contro prigionieri iracheni. La politica mediorientale è stata invece oggetto di una riunione del cosiddetto Quartetto (Onu, Usa, Ue, Russia) il 4 Maggio e di interventi dell’Alto Rappresentate Solana il 25 Maggio, il quale ha proposto che l’Ue invii degli osservatori civili a facilitare il prospettato ritiro israeliano da Gaza, nel quadro di una soluzione negoziata fra le parti.