Titolo completo
The Russian Way to Military Recruitment and the Spectre of Mobilisation
Dopo l’invasione dell’Ucraina la Russia porta avanti una guerra di logoramento che ha comportato costi umani senza precedenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ha però evitato la mobilitazione generale dopo che il decreto di mobilitazione parziale del settembre 2022 ha scatenato nel paese una crisi politica. Il Cremlino ha messo invece in piedi un sistema di reclutamento a più livelli, che va dal ricorso a strumenti convenzionali – come l’arruolamento permanente e le relative riforme legislative – a metodi sempre meno convenzionali, fino ad arrivare allo sfruttamento predatorio dei cittadini stranieri. Nonostante l’efficacia dimostrata finora da questo modello ibrido, l’autore del presente studio ritiene che il persistente squilibrio tra le perdite al fronte e i nuovi arruolamenti solleva dei dubbi su una sua sostenibilità a medio termine. Mosca si trova perciò di fronte a una scelta: procedere a una mobilitazione diretta (o indiretta) oppure accettare l’attuale stallo militare, una decisione che il Cremlino ha probabilmente rimandato in attesa delle elezioni e che ora dovrà verosimilmente affrontare.
1. The attrition war and first mobilisation of reservists
2. The permanent enlistment system
3. The shadow army: Private companies and penal units
4. Internal and external recruitment: The predatory search for personnel and strategic alliances
Conclusions


