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Titolo completo
Lo spettatore internazionale, anno 1, n. 1, gennaio-febbraio 1966

Data pubblicazione

L'Istituto Affari Internazionali dà inizio alla pubblicazione di questa sua rivista per contribuire alla diffusione ed all'approfondimento della conoscenza dei problemi della politica internazionale nel nostro paese.
Nel 1966 «Lo Spettatore Internazionale» si propone di offrire ai suoi lettori essenzialmente, anche se non esclusivamente, tre ordini di servizi.
In primo luogo pubblicheremo traduzioni di articoli e studi che abbiano rilievo per la loro portata politica o per il loro contenuto di analisi intellettuale. Daremo la parola a scrittori di ogni paese e di ogni tendenza politica, e quel che pubblicheremo non impegnerà perciò in alcun modo né la rivista né l'Istituto, ma solo il rispettivo autore. Anche se riusciremo, come speriamo, ad aumentare il numero delle pagine e la frequenza della rivista, è evidente che lo spazio per una tale documentazione resterà pur sempre insufficiente, e che perciò in ogni singolo numero quel che dovremo rinunziare a pubblicare sarà più ingente di quel che riusciremo a tradurre ed a mettere su queste pagine. La selezione sarà necessariamente severa e probabilmente non sempre giusta. Ma quel che non possiamo proporci di raggiungere in un singolo numero, speriamo di ottenerlo col loro susseguirsi. A poco a poco le voci e le idee più importanti della politica internazionale, di uomini d'azione e di uomini di pensiero, dovrebbero trovare una eco in questa rivista, e diventare facilmente accessibili ai lettori italiani interessati in questa materia.
In secondo luogo ci proponiamo di passare in rassegna critica quel che di più notevole si dice e si scrive nel nostro paese in materia di politica internazionale. Anche in questo caso il mosaico delle posizioni politiche e dei modi di pensare di studiosi e di politici, di individui e di gruppi politici, si costituirà solo a poco a poco. Ma ci lusinghiamo di riuscire cosi a comprendere ed a far comprendere attraverso quali vie nel nostro paese le idee prendono forma o restano informi, circolano o stagnano, in un campo della vita politica del quale i più non si curano mai molto) ma nel quale le decisioni che si prendono nonché quelle che si trascura di prendere, hanno di regola conseguenze immense su tutto il resto della nostra vita pubblica e privata.
In terzo luogo informeremo sulla attività dell'Istituto Affari Internazionali. In questo primo numero diamo una dettagliata informazione sulla sua origine, sul suo statuto, sulla sua composizione nel momento attuale, e sul modo in cui si accinge a lavorare. Se, come speriamo, l'operosità dell'Istituto sarà feconda, potremo pubblicare regolarmente note, ricerche, saggi suscitati direttamente o indirettamente dall'I.A.I.
Allo scopo di facilitare una partecipazione di italiani al dialogo che si intreccia fra studiosi e politici di tutti i paesi sugli argomenti della politica internazionale, la seconda e la terza parte della rivista saranno pubblicate regolarmente in un supplemento in lingua inglese che sarà diffuso all'estero.

Dati bibliografici
Bologna, Il mulino, 1966, 91 p.
In
Lo spettatore internazionale
Numero
1966/1

Presentazione, p. 3-4
Gli intellettuali e la politica internazionale, di Charles Frankel, p. 5-16
Armi che nessuno vuole controllare, di Alastair Buchan, p. 17-21
La Germania guarda all'Europa orientale, di Gerhard Schroder, p. 22-31
Le «sanzioni» alla Rhodesia, di Anthony Howard, p. 32-37
Prospettive d'integrazione economica nell'America latina, di Felipe Herrera, p. 38-48
Attività dell'Istituto Affari Internazionali, p. 49-69
Perché quest'istituto?
Statuto dello I.A.I.
La messa in opera
Le prime iniziative
Le opinioni degli italiani
I partiti italiani e la politica estera, p. 73-82
I commentatori italiani: Aldo Garosci, p. 83-91