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Artificial intelligence e Difesa italiana. Quo vadis?

Data evento | Luogo Istituto Affari Internazionali
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L’intelligenza artificiale (IA) è sempre più pervasiva anche nel mondo della difesa. È in corso un enorme e veloce sviluppo di droni dotati di IA che mette sotto pressione il tradizionale procurement militare. I trend quanto a IA e droni si rinforzano a vicenda, accelerando ulteriormente il ritmo dell’innovazione tecnologica. In questo contesto vi è la necessità di integrare l’IA nel quadro dello sviluppo di nuove piattaforme e nell’upgrade di assetti legacy. A ciò si aggiungono almeno due ulteriori ambiti di crescente importanza: da un lato l’impiego dell’IA per funzioni di comando e controllo (C2) e pianificazione a livello tattico, operativo e strategico, e dall’altro il supporto dell’IA alla difesa cyber, comprese forme di difesa avanzata/difesa proattiva nel dominio cyber. Non va infine sottovalutato il tema della formazione del personale militare sia riguardo all’impiego dell’IA, sia nel contribuire al suo sviluppo per soddisfare le specifiche esigenze delle Forze armate. Un elemento trasversale alle suddette questioni è quello etico, in primis rispetto al mantenimento dell’essere umano nel processo decisionale, particolarmente quando esso riguarda la “kill chain”, e alle sue implicazioni per quanto riguarda l’efficacia a fronte di avversari con diversi approcci etici.

Con il supporto del gruppo Accenture S.p.A., lo IAI ha organizzato presso la propria sede un seminario a porte chiuse in cui discutere questi temi sulla base di una nota introduttiva. L’obiettivo era richiamare l’attenzione sulle opportunità dell’IA in termini di efficacia ed efficienza, ma anche sulle sfide quanto a sicurezza e controllo politico-militare con cui le forze armate dei Paesi Nato si devono confrontare.