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Titolo completo
North Africa’s Security Landscape and Its Mediterranean Impact

Autori Tarek Megerisi
Data pubblicazione

Nel discorso politico europeo il Nord Africa è spesso descritto come fonte di instabilità, trascurando le dinamiche reciproche con cui le azioni europee contribuiscono all’insicurezza nel Mediterraneo meridionale. Migrazione irregolare, criminalità transnazionale, reti jihadiste e rivalità regionali non sono fenomeni isolati, ma elementi interconnessi di un più ampio contesto destabilizzante plasmato dagli attori non statali, da una governance fragile e da interventi esterni. La securitizzazione delle migrazioni ha distorto le risposte politiche, rafforzato le reti di trafficanti e conferito legittimità ad attori armati che sfruttano il controllo sui movimenti migratori a fini di lucro e come leva. Nel frattempo i conflitti per procura, il consolidamento autoritario e il declino socioeconomico hanno aggravato il malcontento popolare, alimentando una ulteriore instabilità e le pressioni migratorie. Potenze esterne, in particolare la Russia, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia, hanno strumentalizzato queste vulnerabilità per perseguire delle agende geopolitiche, erodendo la sovranità statale e l’autonomia regionale. L’insicurezza che ne deriva si estende al Nord Africa, al Sahel e all’Europa, trasformando la regione in una minaccia condivisa e in un’opportunità mancata. Per trasformare l’interdipendenza distruttiva in un reciproco vantaggio è essenziale passare a un impegno incentrato sullo sviluppo, cooperativo e multilaterale.

Documento prodotto nell’ambito del progetto “Strategy Group on New (Dis)Orders in the Mediterranean”, coordinato dallo IAI e dalla School of Advanced International Studies.

Dati bibliografici
Roma, IAI, dicembre 2025, 12 p.
In
IAI Papers
Numero
25|37
ISBN/ISSN/DOI
978-88-9368-393-7

1. The river of instability
2. Migration
3. NSA’s – North Africa’s menagerie of criminals, terrorists and proxied strong men
4. The interventionists: The UAE, Turkey, Russia and the chaotic new world
5. An insecure environment
6. Conclusion: Shared threats, shared benefits
References