Egitto dopo "Primavera araba"

L'Egitto di al-Sisi è riuscito nell'intento di restaurazione, che ha messo una patina di grigiore sulla rivoluzione di piazza Tahrir. Prima la travagliata transizione che ha traghettato il Paese nelle mani del primo presidente islamista – e civile – della storia repubblicana, Mohamed Morsi. Poi il colpo di Stato – con il sostegno popolare –  che nell’estate del 2013 ha posto fine a quel primordiale e complesso esperimento democratico che faticava a decollare. Di quell’estate resta soprattutto l’immagine di quanto accaduto a piazza Rabaa al Adawya, ribattezzata la Tienanmen egiziana. Ma nel Paese sta emergendo una nuova generazione di attivisti

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