ISIS: le radici e le prospettive

28/04/2015, Roma

Il consigliere scientifico IAI Roberto Aliboni ha presieduto il seminario sulle radici e prospettive dell'ISIS, l’incontro che ha avuto come ospite lo scrittore e analista di sicurezza Umberto Profazio. L’autore ha presentato il suo ebook 'Lo stato islamico: origini e sviluppi', una pubblicazione organica sul califfato che, come ha ricordato Aliboni, ancora mancava in Italia. Il consigliere ha aperto il seminario sottolineando che a differenza di altri attori estremisti (con particolare riferimento ad Al Qaeda), l'ISIS ha attuato un tentativo di organizzazione sociale e territoriale, e ha dunque messo in moto la revisione della struttura statale tradizionale della fine della prima guerra mondiale.

Profazio ha riassunto nel suo commento il contenuto del saggio, presentando dunque l’origine dell’ISIS a partire dalla guerra civile siriana fino agli effetti che sta avendo oggi l'espansione del califfato sulla galassia jihadista. Il libro descrive inoltre le situazioni domestiche e globali correlate all'ISIS: per quanto riguarda la politica interna, viene evidenziato come dopo le elezioni irachene del 2014 ci è stato un ricambio generazionale, e si è quindi cercato di trovare un compromesso tra curdi, sunniti e sciiti mettendo un rappresentante di ogni gruppo rispettivamente a capo della presidenza del Consiglio, della Repubblica e del Parlamento. La questione è invece apparsa più negativa rispetto al contesto regionale, visti i molti stati accusati di finanziare al-Baghdadi; in particolare si nota l'ambiguità di Iran, dove c'è un aumento di potere delle milizie sciite, e Turchia, che è diventata una frontiera per i foreign fighters.

Profazio infine fa riferimento ai modi che il califfato usa per finanziarsi, che comprendono innanzitutto lo sfruttamento di raffinerie di petrolio in Siria e Iraq, insieme ai riscatti in seguito a sequestri e infine il traffico di reperti archeologici. Rilevante anche nel dibattito finale l’intervento dell’ex dirigente dei servizi di sicurezza per il Medio Oriente Piano, che ha incluso nella lista dei colpevoli della formazione di movimenti estremisti il diplomatico americano Paul Bremer. Due i motivi per ‘l’accusa’: l’aver fatto cacciare gli aderenti al Partito Socialista Ba’th dall'Iraq e l’aver fatto sciogliere l'esercito prettamente sunnita, diedero ad al-Zarqawi l'opportunità di appropriarsi del risentimento sunnita contro USA e sciiti.

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