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Structural Shifts and Regional Security: A View from Israel

Autori:
17/04/2020

Israele mantiene tuttora le sue tradizionali regole di sicurezza. Basata su una percezione di ostilità regionale, la risposta di Israele include l’allerta precoce, la deterrenza e un’azione militare rapida – anche preventiva –, insieme all’alleanza con una potenza globale, gli Stati Uniti. Israele sta adattando queste regole a una realtà che cambia. Il sovrapporsi tra gli interessi di Israele e di alcuni stati del Golfo – e magari la prospettiva di un conflitto sempre più aperto con l’Iran – hanno portato a delle pur limitate relazioni. Questi stati del Golfo saranno tuttavia vincolati finché Israele non farà progressi sulla questione della Palestina. Israele si è schierato con Grecia e Cipro in materia di energia e sicurezza, il che può sfociare in un conflitto con la Turchia. Il dispiegamento russo in Siria ha posto nuovi limiti alla libertà di azione israeliana in quel Paese. Il ridimensionamento statunitense in Medio Oriente al momento non ha ricadute dirette su Israele, mentre il sostegno dell’amministrazione Trump ai progetti territoriali israeliani in Cisgiordania potrebbe facilitarne l’espansione permanente, gettando così le basi per una futura instabilità in Israele/Palestina. L’Unione europea potrebbe cercare di bilanciare tali sviluppi, ma dal punto di vista di Israele è troppo divisa per influire in modo significativo.

Studio realizzato nell'ambito del progetto FEPS-IAI “Verso una nuova architettura di sicurezza in Medio Oriente”, aprile 2020.

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