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Projecting Stability in an Unstable World

11/12/2017

La destabilizzazione del vicinato della Nato a partire dal 2011, prima in Nord Africa e Medio Oriente e poi nello spazio ex-sovietico, ha alimentato una riflessione sul nesso tra la sicurezza dei Paesi dell’Alleanza e la stabilità dei loro vicini. Allo stesso tempo, i confini tra sicurezza esterna e interna sono diventati ancora più labili, con l’ondata di attacchi terroristi nelle città europee legati in vari modi alla crescita del cosiddetto Stato Islamico nel collasso degli stati siriano e iracheno. Tale cambiamento del quadro di sicurezza internazionale ha posto la questione di cosa un’alleanza politico-militare come la Nato può fare per contribuire a proiettare stabilità oltre i suoi confini. La risposta a tale domanda implica una triplice riflessione su cosa vuol dire stabilità e come costruirla, sulle sfide e opportunità insite nel coordinamento con altre organizzazioni internazionali, e sui problemi e le possibilità dell’interazione con organizzazioni non governative e attori locali.
Il workshop accademico organizzato a Bologna il 10-11 maggio 2017 è stato dedicato alla riflessione in termini sia concettuali che operativi sull’approccio Nato alla stabilità, e le sue implicazioni nelle relazioni con i Paesi vicini.

Risultato del quinto evento organizzato da NATO Allied Command Transformation (ACT), Università di Bologna e Istituto Affari Internazionali (IAI), Bologna, 10-11 maggio 2017.

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