Osservatorio sulla Difesa Europea, settembre 2014

PRIMO PIANO:3-5 SETTEMBRE
NATO WALES SUMMIT

In un momento cruciale per la sicurezza euro-atlantica, il summit NATO in Galles dal 3 al 5 settembre, ha si è concentrato sulle crescenti tensioni nella zona orientale dell’Europa, nel contesto del conflitto in Ucraina, e sull’evidente instabilità della regione del Medio-Oriente, dove la progressiva avanzata dello Stato islamico costituisce una seria minaccia alla sicurezza internazionale. A conclusione del summit, gli stati membri hanno firmato la NATO Wales Summit Declaration, in cui si è reiterato l’impegno a rafforzare gli obiettivi fondamentali dell’alleanza, esemplificati nell’ultimo NATO Security Concept. In particolare, i membri della NATO hanno lavorato insieme al fine di rafforzare la capacità di risposta delle forze dell’alleanza: il Readiness Action Plan, quale complemento delle esistenti forze a disposizione dell’Alleanza Atlantica, comprende forze speciali di terra, aria e acqua ed è alla base della risposta messa in campo per contrastare la minaccia russa. In aggiunta, le Readiness Joint Task Forces sono state rese disponibili per quei paesi direttamente minacciati dal Cremlino. I membri della NATO hanno inoltre sottolineato nuovamente la necessià di incrementare sia l’interoperabilità, che la collaborazione, attraverso la Connected Force Initiative e il Framework Nation Concept. I capi di Stato e di Governo hanno poi firmato una dichiarazione a sulle misure di sicurezza da attuare in Afghanistan, al termine della missione internazionale ISAF a dicembre di quest’anno. Essa ha confermato la presenza della Resolute Support Mission sul suolo afgano, insieme al continuo sostegno finanziario alle Forze di Sicurezza Nazionali Afgane. Nel lungo termine, la NATO-Afghanistan Enduring Partnership completerà la Resolute Support Mission. Oltre a ciò, gli Stati membri hanno firmato la “Declaration on Transatlantic Bond”, in cui si impegnano ad invertire i trend negativi dei finanziamenti ai propri bilanci della difesa. Al centro del dibattito anche le pericolose situazioni in Libia, Mali, regione del Sahel/Sahara, regione ovest dei Balcani e della Somalia.

4 SETTEMBRE
NUOVO NATO SPECIAL REPRESANTATIVE FOR WOMEN PEACE AND SECURITY

Marriët Schuurman è stata nominata nuovo NATO’s Special Representative for Women Peace and Security. In 17 anni di carriera come diplomatico olandese, Schuurmann ha accumulato una consistente esperienza, in contesti di guerra quali il Sudan, la Repubblica Democratica del Congo, il Rwanda, il Burundi e il Kosovo. Ha anche prestato servizio presso Lusaka (Zambia) e Mosca (Russia).

8 SETTEMBRE
DECISIONE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA SULL’UCRAINA

Nell’ ampio contesto del conflitto armato che sta avendo luogo nella parte orientale dell’Ucraine, il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di rafforzare le misure contro la Russia, includendo fra quelle già in vigore limitazioni all’uso specifico di alcuni strumenti finanziari (2014/659/CFSP). In particolare, verranno imposte ulteriori restrizioni al mercato dei capitali a instituzioni finanziarie di proprietà dello Stato russo, e a compagnie dei settori della difesa e dell’energia. Inoltre, verranno profondamente limitati il commercio degli strumenti per la ricerca e l’estrazione del petrolio ad elevate profondità marine, la ricerca del petrolio nell’Artico e progetti per il petrolio di scisto. Infine, 24 individui saranno aggiunti alla lista di coloro che sono soggetti a restrizioni nei movimenti e al congelamento dei beni.

16 SETTEMBRE
PARLAMENTO EUROPEO RATIFICA EU-UKRAINE ASSOCIATION AGREEMENT

Il Parlamento Europeo ha approvato l’EU-Ukraine Association Agreement, che include il Deep and Comprehensive Free Trade Agreement (DCFTA). L’accordo è stato ratificato anche dal Parlamento ucraino a Kiev. L’accordo stabilisce una maggiore collaborazione sul piano politico e dell’integrazione economica, garantendo mutuo accesso al libero mercato. Dopo i voti nei Parlamenti Europeo ed Ucraino, l’accordo verrà applicato temporaneamente, e avrà pieno effetto legale solo dopo che verrà ratificato da tutti i 28 Stati membri dell’UE.

18 SETTEMBRE
IL PARLAMENTO UE ADOTTA RISOLUZIONE SULLA SITUAZIONE IN SIRIA ED IRAQ, ATTIVATO IL MECCANISMO DI PROTEZIONE CIVILE

Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione, a proposito degli attuali eventi aventi come teatro la Siria e l’Iraq, dove quello che è stato definito lo Stato Islamico continua a minacciare la pace e la sicurezza nell’intera regione. Il Parlamento, dopo aver sottolineato l’importanza di proteggere la popolazione civile e aver chiesto alle parti in causa di rispettare le obbligazioni esistenti secondo il diritto internazionale dei conflitti e i diritti fondamentali dell’individuo, ha attivato l’ EU Civil Protection Mechanism, lo strumento della Commissione Europea, fondato nel 2001. In particolare, attraverso il centro operazionale, lo European Emergency Response Coordination Centre, gli Stati membri stanno monitirando gli sviluppi in Iraq e Siria e coordinano le risposte degli Stati partecipanti, in caso di necessità.

25 SETTEMBRE
EUSEC RD CONGO ESTESA

Il Consiglio dell’Unione Europea ha esteso il mandato della missione UE per fornire supporto ed assistenza alla riforma del comparto di sicurezza della Repubblica Democratica del Congo (EUSEC RD Congo) fino al 30 giugno 2015. La missione conferma il supporto dell’UE alle autorità militari congolesi e alla FARDC, l’organismo per l’implementazione della riforma dell’esercito. Il colonnello Jean-Louis Nurenberg è l’attuale capo della missione. Al momento, dieci Stati membri dell’UE e gli Stati Uniti contribuiscono.

30 SETTEMBRE
STABILITO CONCEPT OF OPERATIONS PER EUAM UKRAINE

Il Consiglio dell’Unione Europea ha stabilito il “Concept of Operations” per la EU Advisory Mission for Civilian Security Sector Reform Ukraine (EUAM Ukraine), una missone civile nell’ambito della Politica di Sicurezza e di Difesa Comune. La missione ha l’obiettivo di supportare l’Ucraina nella riforma del settore di sicurezza civile. Inoltre, sono stati affrontati con l’Ucraina argomenti quali il rispetto dei diritti umani, la lotta alla corruzione, la parità di genere a l’adesione ai principi generali dell’UE.

Dati bibliografici: 
Roma, Istituto affari internazionali, 2014, 2p.
Numero: 
14/09
Data pubblicazione: 
10/09/2014

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