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NATO Decision-Making in the Age of Big Data and Artificial Intelligence

01/03/2021

La rivoluzione digitale ha trasformato radicalmente il mondo in cui viviamo, offrendo grandi opportunità ma anche rendendo le società più vulnerabili. La tecnologia fa sì che le intromissioni dall’esterno siano meno costose, più veloci e onnicomprensive: tutti i cittadini possono diventare potenziali obiettivi diretti della disinformazione e tutti i membri di una società rischiano di essere coinvolti in qualche modo nei conflitti. La maggior parte dei settori relativi alla sicurezza e difesa, dagli equipaggiamenti militari più avanzati ai sistemi di comando e controllo, stanno attraversando una profonda trasformazione dovuta all’aumento esponenziale della disponibilità e condivisione di dati. In tale contesto questa pubblicazione discute tre ampi aspetti interconnessi, nell’ottica dell’evoluzione futura della Nato. In primo luogo le sfide organizzative poste dai Big Data all’Alleanza, che deve adattarsi per sfruttarne le potenzialità e mitigarne i rischi. Vi è poi il tema delle minacce ibride al processo decisionale e politico degli stati membri attraverso lo spazio cibernetico, in quanto ad esempio l’intelligenza artificiale e i Big Data rendono più efficaci le campagne di disinformazione da parte di attori ostili. L’adozione dell’intelligenza artificiale, infine, è cruciale per il settore militare, dagli equipaggiamenti alle procedure, e la Nato può giocare un ruolo positivo al riguardo, anche attraverso un dialogo con il settore privato.

Questa pubblicazione è il risultato della settima conferenza accademica, intitolata “NATO Decision-making: promises and perils of the Big Data age, organizzata il 17 ottobre 2020 da NATO Allied Command Transformation (ACT), Università di Bologna e Istituto Affari Internazionali (IAI).

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