More Europe on Defence or No Europe

I recenti tagli ai bilanci della difesa dei paesi membri dell'Unione europea rendono il mantenimento di adeguate capacità militari impossibile a livello nazionale. Solo una maggiore integrazione europea dei singoli strumenti militari può mantenerli efficaci ed efficienti. Alcuni passi in avanti su questa strada sono possibili, benché difficili, su diversi piani: attuazione del pooling and sharing sul piano militare; avvio della cooperazione strutturata permanente sul piano istituzionale; definizione di una roadmap europea per le tecnologie duali sul piano scientifico-tecnologico; avvio di programmi europei di procurement co-finanziati dall'Ue sul piano industriale. Tutti piani legati da una urgente scelta politica di fondo tra due alternative nette: più Europa nella politica di difesa, oppure paesi europei incapaci di condurre tale politica.

Documento elaborato da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) in vista del Consiglio europeo sulla difesa del dicembre 2013.

Dati bibliografici: 
Roma, Istituto Affari Internazionali, 2013, 31 p.
Numero: 
1303
Data pubblicazione: 
27/06/2013

Chiamata alle armi - come difendere il Piave?, di Stefano Silvestri, Michele Nones e Alessandro Marrone

1. L'elemento militare, di Vincenzo Camporini e Valerio Briani
1.1 Introduzione
1.2 La situazione attuale: tagli scoordinati e tentativi di pooling and sharing
1.3 I possibili passi in avanti: coordinamento dei tagli e degli investimenti

2. L'elemento istituzionale, di Gianni Bonvicini e Giovanni Faleg
2.1 Introduzione
2.2 La situazione attuale: i problemi del post Trattato di Lisbona
2.3 I possibili passi in avanti: comprehensive action e PeSCo

3. L'elemento scientifico-tecnologico, di Federica Di Camillo e Nicolò Sartori
3.1 Introduzione
3.2 La situazione attuale: confusa competizione di agende tecnologiche
3.3 I possibili passi in avanti: una roadmap europea per le tecnologie duali

4. L'elemento industriale, di Michele Nones e Jean-Pierre Darnis
4.1 Introduzione
4.2 La situazione attuale: un mercato non integrato con domanda decrescente
4.3 I possibili passi avanti: attuazione delle direttive e accordo sugli investimenti

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