L'Unione Europea di fronte all'afflusso eccezionale di persone provenienti dal Nord Africa. Una colpevole assenza?

Il massiccio afflusso di persone, che si teme possa seguire alla crisi che ha investito i paesi del Nord Africa, solleva seri interrogativi sugli strumenti giuridici utilizzabili a livello internazionale e, in particolare, europeo. Si pone in particolare la questione su come attuare il principio della ripartizione degli oneri (burden sharing) introdotto dal Trattato di Lisbona. A fronte delle richieste avanzate dal governo italiano, l'Unione europea è finora intervenuta solo avviando, con anticipo rispetto al previsto, un'operazione congiunta di Frontex, l'Agenzia per i controlli alle frontiere esterne della Ue. Nel complesso, è emerso in piena luce quanto siano ancora fragili le basi delle politiche di immigrazione e asilo dell’Ue. Anche in considerazione degli imprescindibili obblighi di tutela dei diritti fondamentali delle persone, sarebbe auspicabile che l'Ue desse prova di effettiva solidarietà e di un’efficace capacità di risposta.

Altra versione: "Le richieste dell’Italia e gli indugi di Bruxelles", in Affarinternazionali, 4 marzo 2011.

Dati bibliografici: 
Roma, Istituto Affari Internazionali, marzo 2011, 6 p.
Allegati: 
Numero: 
11|05
Data pubblicazione: 
04/03/2011

Introduzione
1. Le funzioni di Frontex
2. Quale ruolo per Frontex
3. La richiesta del governo italiano
4. Gli strumenti dell’Ue
5. Solidarietà e ripartizione degli oneri
6. La debole protezione dei diritti fondamentali

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