L'Europa della difesa accelera, e l'Italia?

Superata l’iniziale reticenza, l’Unione europea sembra essere sempre più intenzionata a dotarsi degli strumenti di hard power necessari per elevarsi al ruolo di attore globale di primo piano. L’accresciuto interesse verso l’Europa della difesa ha favorito il lancio di numerose iniziative, tanto a livello comunitario, quanto sotto forma di partenariati tra alcuni Stati membri. Benché permangano elementi di criticità, tali iniziative hanno il potenziale per ridurre la frammentazione che ha da sempre contraddistinto il panorama europeo. All’interno di tale scenario si aprono sfide e opportunità sia per l’intera Ue che per i singoli Stati membri, inclusa l’Italia. Infatti, se si sapranno cogliere le occasioni che si presenteranno, l’Italia potrebbe godere di molteplici benefici.

Rapporto del seminario a porte chiuse “L’Europa della difesa accelera, e l’Italia?”, organizzato a Torino il 20 novembre 2019 dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) e dal Centro Studi sul Federalismo (CSF).

Dati bibliografici: 
Roma, IAI, gennaio 2020, 9 p.
Allegati: 
Numero: 
20|01
Data pubblicazione: 
14/01/2020

Introduzione
1. Un’Unione europea a trazione occidentale
2. Le ambizioni francesi e i rapporti transatlantici
3. Più fondi e rilevanza politica per la difesa
4. Gli impatti sul piano industriale
5. La PeSCo a tre anni dal lancio: valutazioni e prospettive
6. Quali prospettive per l’Italia?

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