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La pace fredda. Speranze e realtà della sicurezza europea

Curatori:
01/08/1973

Nel luglio scorso è cominciata la Conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea. È stato un avvio che non ha consentito di vedere quali sono le soluzioni ai problemi di fondo, malgrado una preparazione che è durata a lungo. Molto più a lungo sono durati i passi politicodiplomatici delle numerose parti interessate. Si fa risalire al luglio 1966 – cioè a un documento approvato dal Comitato politico consultivo dei paesi del patto di Varsavia, riuniti a Bucarest – il primo atto della catena. Fra quella data e oggi si sono prodotti tali eventi – dal successo della Ostpolitik al «multipolarismo» nixoniano – che si è certo arrivati a quella Conferenza che i paesi socialisti hanno con tenacia e vigore voluto, ma in condizioni che rimettono in gioco il cuore stesso del problema: ossia il significato e le modalità della sicurezza. La Conferenza infatti, mentre le condizioni internazionali sono sotto mutamento e il problema della sicurezza europea viene affrontato in altre sedi, come i Salt II e gli Mbfr, appare come una sede generica e non più pertinente rispetto al suo oggetto. Questo non significa che non è importante, bensì che al di là di essa resta ora il problema della sicurezza europea. La ricerca di un modello di sicurezza a ridosso di quanto si è venuto preparando per la Conferenza è esattamente l'argomento di questo volume, il quale affronta il tema attraverso i contributi di autori diversi: Stefano Silvestri si è occupato delle questioni militari; Sergio Augusto Rossi dei problemi della cooperazione economica; Pierre Hassner ha chiarito i termini dell'ampliamento delle relazioni umane e culturali che ci aspetta come uno dei corollari della sicurezza europea; Natalino Ronzitti ha esaminato gli aspetti istituzionali che la sicurezza europea potrebbe rivestire; Vittorio Barbati, che ha curato il volume, ha prodotto un documento che mette in luce il significato odierno della sicurezza europea nel contesto internazionale: questi argomenti corrispondono alle «corbeilles», cioè ai punti previsti per le singole commissioni a Ginevra. Infine è sembrato utile inserire un saggio di Giovanni Bressi sul pensiero e sulla politica cinese a proposito della sicurezza europea.