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Cooperazione nel Mediterraneo occidentale

01/02/1972

Esistono possibilità di cooperazione tra Algeria, Tunisia e Marocco? Dal 1964 (e fino al 1970 con la partecipazione della Libia) è in corso tra questi paesi un tentativo di coordinamento delle politiche economiche e di sviluppo in vista di una unità politico-economica della parte occidentale del mondo arabo. L'unità del Maghreb, una delle idee-forza della lotta per l'indipendenza della Francia, quale validità e quali prospettive conserva ancora ad un decennio dalla liberazione? Quale ad esempio il ruolo dell'Algeria che sembra oggi essere un paese essenzialmente inward-looking, cioè ripiegato sul proprio sviluppo ed impegnato a sistemare tutti i suoi legami esterni in funzione di uno sviluppo che poggi tutto sull'Algeria stessa e sul suo mercato interno? E quale l'atteggiamento dei paesi ricchi dell'Europa nei confronti di questo tentativo di unità tra paesi poveri della sponda sud del Mediterraneo occidentale? Sono ancora operanti quei legami e quei rapporti verticali tipici del periodo coloniale? Quale la politica delle istituzioni dell'Europa della Cee? A questi interrogativi tenta di dare una risposta questa raccolta di saggi che è il risultato di un lavoro congiunto tra l'lstituto affari internazionali e I'Atlantic Institute di Parigi. In essa studiosi di relazioni internazionali, economisti, esperti petroliferi ed uomini politici arabi ed europei mettono in luce da un lato gli ostacoli ed i limiti dell'integrazione maghrebina dall'altro la contraddizione della politica comunitaria verso questa regione del Mediterraneo. Apre il volume lo studio di Gasteyger che affronta la tematica del rapporto tra stabilità interne nei singoli paesi dell'area e sicurezza esterna. Seguono i saggi di Berreby per i problemi energetici in particolare e di Lamanna per le relazioni politiche Europa-Maghreb in generale. Gli studi di Aliboni e di Tnani, infine, partendo dalla esperienza integrativa tra Algeria, Marocco e Tunisia, giungono ad una conclusione molto simile: l'interesse del Maghreb e dei paesi della Cee porta inevitabilmente all'idea di accordi di associazione globali, ossia comprendenti accanto agli aspetti commerciali anche quelli finanziari e tecnici. Dal volume nel suo complesso emerge in definitiva che sta all'Europa comunitaria scegliere una politica non contraddittoria che, tenendo conto delle prospettive e dei piani di sviluppo dei partners, potrebbe condurre a realizzare nel Mediterraneo occidentale un significativo precedente di cooperazione.

Atti della conferenza internazionale "Europa ed Africa mediterranea" organizzata a Roma il 28-30 ottobre 1971 dall'Istituto Affari Internazionali (IAI) in collaborazione con l'Atlantic Institute di Parigi.