Print version

Assessing EU–Mediterranean Policies in the Fields of Energy from a Bottom-up Perspective: The Case of Tunisia

09/01/2019

Questo rapporto analizza la situazione del settore energetico in Tunisia e, con la prospettiva dal basso prevista dal progetto MEDRESET, la politica euromediterranea nel settore energetico. I principali risultati sono i seguenti: dal punto di vista energetico la Tunisia deve far fronte a un enorme cambiamento del proprio status. Fino alla rivoluzione la Tunisia copriva il suo fabbisogno energetico soprattutto grazie ai diritti di transito del gasdotto italo-algerino. Dal 2000, però, la Tunisia dipende dalle importazioni, con un crescente deficit. Il contesto rivoluzionario ha reso impossibile attuare una politica energetica stabile. Sono aumentati il contrabbando e il commercio illegale con la Libia, mentre i sussidi energetici hanno raggiunto il 7 per cento del Pil. La Tunisia ha inoltre sofferto di una crescente mancanza di investimenti. Considerando tali problemi, i bisogni della popolazione e le esigenze locali, la politica dell’Ue relativa all’energia in Tunisia rimane molto limitata, con due stanziamenti del Fondo investimenti per la politica di vicinato: 1 milione di euro per il programma Sunref nel 2015 e 1,5 milioni di euro per la centrale fotovoltaica di Tozeur. L’Ue ha anche offerto 975.000 euro (tramite lo strumento europeo di vicinato e partenariato) per una centrale fotovoltaica a Nabeul. Queste cifre devono essere messe a confronto con l’intero ammontare dello Strumento europeo di vicinato per la Tunisia, pari a 213 milioni di euro nel 2016. In sintesi, la politica energetica dell’Ue in Tunisia risulta marginale.