All Is Not Quiet on the Western Front. Trump's Iran Policy and Europe's Choice on the Nuclear Deal

Gli Stati Uniti e l’Europa non sono riusciti a portare avanti la loro cooperazione di maggior successo dell’ultimo decennio, ossia l’accordo con l’Iran sul nucleare del 2015. Mentre l’Europa ha difeso l’accordo, il presidente Trump, allarmato dalla crescente influenza dell’Iran in Medio Oriente, ha riorientato la politica estera degli Stati Uniti verso lo scontro a tutto campo. Il suo obiettivo è contenere e isolare l’Iran attraverso la delegittimazione, le sanzioni e il sostegno a una coalizione ostile all’Iran di cui fanno parte Israele, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Ma soprattutto Trump è determinato a porre una condizione: l’America continuerà a partecipare all’accordo nucleare solo se l’Europa accetterà di esercitare ulteriori pressioni sull’Iran modificando unilateralmente i termini dell’accordo. Ma soddisfare le richieste del presidente statunitense sarebbe un errore per l’Europa. Nonostante tutte le sue imperfezioni, l’accordo nucleare è funzionale agli interessi europei relativi alla tenuta del regime di non-proliferazione e ad impedire che il Medio Oriente sprofondi in una sempre maggiore instabilità.

Autori: 
Dati bibliografici: 
Roma, IAI, aprile 2018, 25 p.
Allegati: 
Numero: 
18|07
ISBN/ISSN/DOI: 
978-88-9368-074-5
Data pubblicazione: 
07/04/2018

Introduction
1. The roots of Trump’s hostility towards Iran
2. The three pillars of Trump’s Iran policy

2.1 Delegitimation
2.2 Sanctions
2.3 Containment
2.4 Gambling with the nuclear deal
3. Europe at a crossroads
3.1 Europe’s interest in the JCPOA
3.2 A strategy to defend the JCPOA
3.3 The JCPOA as Europe’s entryway to Middle Eastern geopolitics
Conclusions
References

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