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Next Generation EU: pro tempore o per sempre?

L’Italia è la prima beneficiaria degli stanziamenti nel quadro di Next Generation EU (NGEU), il maxi-piano Ue a sostegno della ripresa i cui fondi (oltre 800 miliardi fra 2021 e 2026) sono reperiti attraverso l’emissione di Eurobond sui mercati finanziari. L’esborso dei fondi stanziati è vincolato alla realizzazione di riforme strutturali importanti sulle quali Bruxelles richiede garanzie. Possono misure di sostegno comune come il NGEU diventare strumenti finanziari stabili? Quali le implicazioni dal punto di vista politico ed economico? Quale ruolo può giocare l’Italia in questo contesto?

Lunedì 14 giugno, a partire dalle ore 18.00, lo IAI ha ospitato il webinar "Next Generation EU: pro tempore o per sempre?", secondo dei due appuntamenti promossi nell'ambito dell’Osservatorio IAI-ISPI sulla Politica Estera Italiana. Sono intervenuti Lucio Demichele (capo dell’unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Franco Bruni (vice presidente, ISPI e senior professor, Dipartimento di Economia, Università Bocconi), Vincenzo Celeste (direttore generale, DG Unione europea, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Veronica De Romanis (professoressa di Politica economica europea, Università Luiss), Giampaolo Galli (vice direttore, Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani, Università Cattolica di Milano), Ettore Greco (vicepresidente vicario, IAI) e Laura Rinaldi (capo unità, Settore Finanziario e Accesso ai Finanziamenti, DG Reform, Commissione europea). Ha moderato Silvia Sciorilli Borrelli (corrispondente da Milano, Financial Times).

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