Le nuove dinamiche globali, la ripresa in Europa e le sfide per le imprese italiane. Presentazione rapporto Global Outlook 2016

07/07/2016, Roma

Presentazione del Rapporto Global Outlook - XIX edizione

"Il problema non è la compressione dell’export italiano, ma l'incertezza che la vittoria della Brexit ha generato". Alla presentazione del rapporto finale del programma Global Outlook dell'Istituto Affari Intenazionali (IAI), giovedì a Roma, il Ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda mette da parte l’agenda dei sogni e indica la via maestra che deve imboccare un’Ue acciaccata dopo il referendum britannico: occorre mandare subito un messaggio chiaro, mostrando che l’”Europa può dare risposte all’allarme sicurezza e al bisogno di investimenti pubblici e privati, come traino per promuovere l’equità sociale”.

L’esponente del governo Renzi - che per poco più di un mese è stato anche alla guida della Rappresentanza italiana presso l’Ue a Bruxelles - non ha lesinato critiche a una Commissione troppo remissiva: se non riesce a ritrovare lo slancio è la fine stessa dell’Ue. E sul fronte della ratifica dei trattati commerciali internazionali (con il TTIP in pessima salute e il CETA sotto i riflettori) ha detto: “Lo strapotere degli Stati membri era già una parte del problema Ue, ma ora sta  diventando quello più grosso". È inaccettabile che un singolo Parlamento nazionale possa far saltare tutto, quando è già richiesto il consenso del Consiglio e del Parlamento europeo.

Per Carlo Calenda, “all’Italia occorre un salto di fase, attraverso incentivi pubblici e investimenti privati, e una guida responsabile, decisa a non consegnare il Paese alla follia nazionalista da una parte e alla fuga dalla realtà dall’altra”.

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