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Il regime di non proliferazione nucleare alla vigilia dell'ottava Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione Nucleare

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03/05/2010

Tra il 3 ed il 28 maggio 2010 le delegazioni dei 189 paesi aderenti al Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP) si incontreranno presso il quartier generale dell'Onu in occasione dell'ottava Conferenza di Riesame del trattato (Review Conference, RevCon). Dopo il fallimento dell'ultima conferenza nel 2005, quella di quest'anno rappresenta un'occasione importante per ribadire e verificare l'impegno dei paesi membri a contrastare la proliferazione delle armi nucleari. Nell'ultimo anno e mezzo si sono registrati importanti cambiamenti nell'atteggiamento di alcuni stati chiave verso la questione della proliferazione nucleare. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in particolare, ha posto la non-proliferazione tra gli obiettivi prioritari della politica estera degli Stati Uniti. Obama ha concluso con la Russia un importante accordo di riduzione degli arsenali atomici, ha in parte ridimensionato l'importanza delle armi nucleari nella strategia di difesa Usa, e ha persuaso i leader dei più importanti paesi a prendere sul serio i rischi di proliferazione nucleare verso attori non statali, in primo luogo gruppi terroristici. L'atteggiamento dell'amministrazione americana è senz'altro incoraggiante, ma la tenuta del TNP e più in generale del regime di non-proliferazione nucleare è tutt'altro che garantita. Il fatto che India, Pakistan e Israele – tutte potenze atomiche – restino fuori dal TNP; il ritiro dal TNP della Corea del Nord, che si è poi dichiarata potenza nucleare; la crisi con l'Iran; le scarse prospettive di denuclearizzare il Medio Oriente; l'insufficienza degli strumenti di verifica dei programmi nucleari civili e di punizione delle violazioni del TNP; la difficoltà di conciliare il diritto alla tecnologia nucleare civile con il bisogno di contenere la proliferazione: tutte queste complesse e difficili questioni saranno sul tavolo dei negoziati alla Conferenza di Riesame. Il successo della conferenza è quindi tutt'altro che scontato. Molto dipenderà dal modo in cui si bilanceranno le legittime richieste di coloro i quali si aspettano azioni incisive nel campo del disarmo e dello sfruttamento pacifico dell'energia atomica e quelle di coloro i quali, altrettanto legittimamente, spingono per un regime di controlli più stringente e sanzioni automatiche per gli stati che violano gli accordi di non-proliferazione. La RevCon del 2010 avrà successo se riuscirà non solo ad approvare un documento finale, ma anche a includervi una serie di obiettivi da perseguire nell'arco dei prossimi cinque anni che permettano un'armonica attuazione dei tre pilastri del TNP: non-proliferazione, uso pacifico dell'energia nucleare e disarmo nucleare. Solo in questo modo sarà possibile raggiungere l'obiettivo di rivitalizzare il regime di non proliferazione nucleare e preservare la sua chiave di volta: il TNP.

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