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Osservatorio
Italia-Iraq
L'Italia
e la ricostruzione
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16 novembre
2003
Visita del Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi al Segretario delle Nazioni
Uniti, Kofi Annan. Nel corso del'incontro, il Presidente ha ribadito che "dobbiamo
organizzarci meglio tutti, per la ricostruzione istituzionale e materiale di Bagdad.
Dobbiamo analizzare come svolgere questo compito, con l'impegno nostro e del Palazzo di
Vetro. Dobbiamo impegnarci affinché si realizzi quanto stabilito dalla risoluzione 1511
del Consiglio di sicurezza, e far sì che l'appuntamento del 15 dicembre si traduca in un
praticabile progetto di governing council . Anche gli Usa hanno maturato la convinzione di
come sia importante dare sostegno immediato a quella risoluzione, che prevede un ruolo
politico effettivo per l'Onu. Bisogna volerlo e saperlo attuare. E' nell'interesse
generale agire in fretta, perché il tempo si sta facendo breve"
12 novembre
2003
Un camion bomba esplode davanti alla base dei Carabinieri a Nassiriya e fa 19 morti di
queste 11 sono carabinieri, 4 appartengono all'esercito e due sono civili.
I 3000 militari italiani presenti in Iraq (da 5 mesi) nellambito
delloperazione Antica Babilonia con base a Nassirya appartengono
all Esercito (1.850 uomini), alla Marina (500 uomini), all Aeronautica (200
uomini), ed allArma dei Carabinieri (400 uomini). Secondo la risoluzione approvata
dal Parlamento gli obiettivi della missione sono di assicurare alla popolazione
irachena gli aiuti umanitari necessari, realizzare le opere immediate e urgenti di
ripristino della funzionalità delle infrastrutture e di quei servizi che servono a
garantire agli iracheni le migliori condizioni di vita passibile. 'Antica Babilonia' opera
nel quadro della IV fase dell'operazione 'Iraqi Freedom', lanciata da Usa e Gran
Bretagna.
Il Presidente del Consiglio ha commentato l'attentato affermando che Il dolore è
in questo momento il sentimento di tutta la Nazione. Un dolore profondo per le vite
stroncate dal terrorismo durante una spedizione umanitaria e di libertà in soccorso al
popolo iracheno e in difesa della stabilità e della sicurezza del Medio Oriente. Ma
proviamo anche un sentimento di orgoglio per il coraggio e lumanità con cui i
nostri militari, e in primo luogo lArma dei Carabinieri, hanno saputo lavorare e
lavorano per rendere sopportabile la situazione ai bambini, alle donne, agli anziani, ai
deboli che vivono in una regione martoriata per trentaquattro anni da un regime infame e
adesso anche dal terrorismo. La nostra determinazione è la stessa degli italiani in
divisa che si sono fatti onore e si fanno onore nella coalizione impegnata nel sostenere
il cammino dellIraq verso la democrazia. Nessuna intimidazione deve smuoverci dalla
volontà di aiutare quel Paese a risorgere e a costruirsi autogoverno, sicurezza e
libertà. Il governo è vicino con amore alle famiglie delle vittime e condivide il loro
dolore in questo drammatico momento.
Dichiarazione
del Ministro Frattini sullattentato contro i militari italiani in Iraq
Comunicazione del Ministro della Difesa Antonio Martino
Dichiarazione
del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
Intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Camera dei
Deputati ed al Senato della Repubblica
10 novembre
2003
Limportante ruolo umanitario della missione italiana in Iraq, di
Alfredo Mantica, Il Tempo
5 novembre
2003
Nonostante la grave crisi di sicurezza che regna in Iraq (la Croce Rossa Internazioanle
lascia Baghdad per ragioni di sicurezza) , la missione della Croce Rossa Italiana, che
opera a Baghdad dall'aprile 2003, resterà nella capitale Irachena.
La missione italiana è composta da 32 persone, medici e paramedici.
23-24
ottobre 2003
Conferenza
dei donatori per la ricostruzione dell'Iraq, Madrid
Il ministro Franco Frattini ha annunciato nel suo discorso alla conferenza dei
donatori che l'Italia stanzierà un contributo aggiuntivo di 200 milioni di euro nei
prossimi tre anni (i quali vanno ad aggiungersi ai 286 milioni di euro stanziati fino ad
oggi).
Sul processo di ricostruzione del paese, vi è un forte interesse da parte di quasi 200
imprese italine le qulai sono pronte ad investire nel paese. La task force
interministeriale coordinata dalla Farnesina ha raccolto una serie di dati:
24 aziende sarebbero disponibili nel settore delle costruzioni, 8 nell'edilizia, 23 nelle
reti idriche, 22 negli impianti petroliferi.
Riccardo Sessa, direttore generale per i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente,
ricorda che vi sono anche 18 aziende farmaceutiche, 11 aziende sanitarie, 13
dell'agricoltura, 3 del settore alimentare, 5 dei trasporti, 6 per lo sviluppo
dell'istruzione, e 43 cataologate in "settori vari".
12
settembre 2003
Il ministro della difesa Antonio Martino, allo scadere dei sei mesi dellattuale
mandato delle truppe italiane di stanza nella provincia di Dhi Qar, nel sud
dellIrak, nellambito dellOperazione Antica Babilonia, ha rivelato la
possibilità di una proroga di altri sei mesi per il contingente italiano. La proposta di
una possibile proroga ha provocato un aspra critica da parte dellopposizione
politica la quale ha richiesto il passaggio parlamentare.
Le posizioni più intransigenti sono state adottate da esponenti di Democratici di
Sinistra, dei Verdi, del Pdci, Rifondazione, Margherita e Sdi i quali hanno presentato una
mozione che sollecita il massimo sforzo per creare le condizioni che rendano
possibile la fine delloccupazione in Iraq e affinche lONU possa avvaire un
processo di autogoverno in quel paese. Lopposizione insiste sulla necessità
di un mandato ONU senza il quale le truppe italiane non possono, a loro avviso, rimanere
nel paese. In merito a questo punto, il capo gruppo dei DS alla Camera dei Deputati
Luciano Violante afferma se sarà autorizzata dalle Nazioni Unite sotto coperura ONU
non cè problema. Il ministro della Difesa replica se arriverà la
richiesta di prorogare di alti sei mesi il nostro contingente, il Governo la prenderà in
considerazione e poi sottoporrà al Parlamento le sue decisioni. Nonostante la
polemica, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dichiarato al termine del Consiglio
relazioni Esterne, tenutosi a Lussemburgo, che lItalia è pronta a varare nuovi
fondi per la ricostruzione del paese. In merito, Franco Frattini ha ricordato che lItalia
fornirà il 14% dei 200 milioni di euro stanziati dallUnione Europea per lIraq.
Secondo alcune stime, il costo minimo per il prolungamento della missione italiana oscilla
tra i 200 ed i 250 milioni di euro. Fino ad oggi, sono stati stanziati più di 230
milioni di euro per coprire la parte militare delloperazione fino al 31
dicembre, ai quali bisogna aggiungere altre decine di milioni per la realizzazione della
missione umanitaria. La formazione iniziale del contingente italiano chiamato ad
operare tra Umm Qasr e Nassiriya ha visto coinvolti, ad oggi:
400 uomini dellarma dei carabinieri, compresa lunità Msu-Multinational
specialised unit
1.850 uomini dellesercito compresa Nbc per verificare la presenza di
aggressivi chimici e radioattivi
200 uomini dellAeronautica
500 uomini della Marina
22
settembre 2003
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nellincontro con il Presidente
francese Jacques Chirac ricorda che tra Francia e Italia cè un clima di
collaborazione. Pur non nascondendo le divergenze, il presidente del consiglio
afferma abbiamo cominciato a discutere per un Iraq democratico e capace di
governarsi. Ma restano le divergenze sui tempi: da un lato c'è chi pensa che debba essere
la realtà della situazione a dire quando l'Iraq sarà pronto con una classe politica
capace di assumersi la responsabilità di governare, dall'altra c'è qualcuno, come
Chirac, che vuole precorrere la realtà indicando già dei tempi, che vuole più solleciti
possibile. Io credo che in mezzo a queste due soluzioni si potrà trovare una sistemazione
a una vicenda complessa''.
18
settembre 2003
L'ambasciatore italiano Pietro Cordone, coordinatore per le attività culturali
dell'amministrazione provvisoria, è stato colpito da un soldato americano sulla strada a
Nord di Tikrit (200 km a Nord di Baghdad).
29 agosto
2003
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato cosi lattentato alla
Moschea di Najaf, nel quale sono rimaste uccise 82 persone tra le quali Mohammed Bakr al
Hakim, leader del partito sciita Consiglio Supremo per la Rivoluzione islamica in Iraq
(Sciiri), partito che siede nel Consiglio di Governo iracheno, : L'attentato
alla moschea di Najaf, nel quale hanno perso la vita l'ayatollah Baqir Al Akim, leader del
movimento sciita sciri insieme ad altre 20 persone, dimostra come i nemici del
nuovo Iraq non si fermano davanti a nulla e a nessuno, neanche di fronte ai luoghi piu'
sacri per gli iracheni. Esprimo sdegno per l'attentato e cordoglio per le vittime. Simili
attentati devono rafforzare l'impegno e la determinazione della comunità internazionale e
dellONU per la ricostruzione e la stabilizzazione dell'Iraq. LEuropa, e la
Presidenza italiana in prima persona, si impegnerà affinché venga trovata una soluzione
positiva in sede ONU. A tal fine stiamo lavorando con i partner europei affinché si possa
definire una posizione comune europea sulla necessita' di rafforzare il ruolo e l'impegno
dellONU in Iraq Ho chiesto al ministro Frattini che vedrà i suoi colleghi a Riva
del Garda il 5 e 6 settembre di porre il tema dellIraq e del ruolo dell'Europa
all'ordine del giorno della riunione".
14 agosto
2003
A seguito della risoluzione 1500, adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite il 14 agosto 2003, riportiamo la dichiarazione del ministro degli esteri Franco
Frattini:
"Registro con soddisfazione lapprovazione oggi da parte del Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite della Risoluzione n. 1500 che consolida la ritrovata
coesione di intenti in seno alla Comunità internazionale sullIraq - ha dichiarato
oggi il ministro Frattini. Si tratta di un ulteriore passo avanti, che incoraggia una
crescente mobilitazione internazionale a favore dei processi di stabilizzazione e
ricostruzione del Paese. Le stesse Nazioni Unite vedono così rafforzato il proprio ruolo
centrale, grazie allistituzione della Missione di Assistenza dellONU per
lIraq (UNAMI). Rilevo inoltre che la Risoluzione esprime apprezzamento per il
Consiglio di Governo iracheno, quale passo importante verso la creazione di una autorità
di governo rappresentativa e internazionalmente riconosciuta nel Paese. Nella nostra veste
di Presidenza di turno dellUE - ha concluso il ministro Frattini - mi riservo di
approfondire nel corso delle prossime settimane con gli altri partners UE in che misura
lapprovazione della Risoluzione possa rappresentare anche per lUnione un
incoraggiamento ad accrescere il proprio ruolo e limpegno a favore
dellIraq.
22 luglio
2003
Incontro tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Presidente degli Stati
Uniti George W. Bush a Crawford in Texas.
Nella conferenza stampa che ha chiuso lincontro, il Presidente
americano ha ringraziato lItalia per aver 1. appoggiato le posizioni degli Stati
Uniti in Iraq e in Afghanistan; 2. lottato contro il terrorismo globale, pur non
richiedendo allItalia di essere presente in Iraq con il ruolo di peace
keeping.
21 luglio
2003
I soldati italiani in Iraq hanno sostituito i marines del 25esimo Reggimento nella
provincia di Dhi Qar, al sud del paese, nel governatorato di Nassiriya.
Gli italiani sono presenti con la Brigata Garibaldi, gli elicotteri dellAeronautica
e la Seconda Brigata Mobile dei Carabinieri
14 luglio
2003
Il Vicepresidente
della Convenzione Europea, Giuliano Amato, commentando la posizione degli Stati Uniti
nel dopo guerra in Iraq dichiara che ''per gli Usa non ci sarà un'altra Baghdad, non
si imbarcheranno in una nuova guerra come in Iraq [
]Gli Usa sono soli, si sentono
soli, sentono il bisogno di una partecipazione della comunità internazionale per il
dopoguerra in Iraq [
]che c'e' un bisogno di agire insieme agli altri. (La
Repubblica)
Il Ministro
degli esteri, Franco Frattini, dichiara che la costituzione di un'autorità
interinale a Bagdad è avvenuta grazie alla collaborazione tra l'americano Bremer e il
rappresentante dell'Onu, Vieira de Mello. A questo proposito, Frattini considera
la creazione del Consiglio Provvisorio Iracheno come la dimostrazione che le Nazioni Unite
sono coinvolte nei meccanismi politici della ricostruzione dellIraq, come
sollecitato più volte dall'Italia e dall'Unione europea.
Riportiamo qui di seguito le conclusioni del Ministro avevamo visto giusto
nell'indicare un percorso che si lasciasse alle spalle le lacerazioni dei mesi passati e
guardasse avanti, con un approccio volto a valorizzare il ruolo delle organizzazioni
internazionali, in particolare le Nazioni Unite, la Nato e l'Unione europea, e ad
avvicinare il momento del ritorno dell'Iraq agli iracheni. In questo quadro anche l'Unione
Europea deve fare la sua parte e come Presidenza ci sforzeremo di accompagnare gli
sviluppi in Iraq con la messa a punto di un contributo originale dell'Unione. E'
fondamentale che l'Unione europea contribuisca a consolidare la nuova fase che sembra
aprirsi, lavorando con le Nazioni Unite e tenendosi anche in raccordo con la Nato".(Ministero
Affari Esteri)
13 luglio
2003
Il deputato dei Ds Marco Minniti, commentando il voto con cui il Senato americano
autorizza l'amministrazione a chiedere il coinvolgimento di altri paesi e dell'alleanza
atlantica in Iraq (11 luglio 2003), afferma necessario che ''il governo italiano si
impegni affinché sia l'Onu a gestire il dopoguerra in Iraq, solo con un mandato delle
Nazioni Uniti e' accettabile un impegno dei nostri soldati e un coinvolgimento della
Nato'' (Adnkronos; LUnità)
2 luglio
2003
Il Generale Carlo Cabigiosu, consigliere militare del rappresentante italiano nel
governo provvisorio iracheno (Cpa,) ha affermato che nellarea di competenza
italiana, nell'Iraq meridionale, ''per il momento non vi sono state minacce contro il
contingente nazionale. (Adnkronos)
1 luglio
2003
Il Generale Vincenzo Lops, comandante del contingente terrestre italiano che prende
parte all'operazione Antica Babilonia, non vuole alimentare allarmismi dopo la
segnalazione giunta dagli statunitensi in merito alla presenza, nella zona di Nassiriyah,
di un autobus con probabili attentatori a bordo. allarmismi e afferma ''siamo qui come
al solito, continuiamo a lavorare e siamo sereni''. (Adnkronos)
30 giugno
2003
Il Maggiore Generale Adriano Santini, comandante di tutte le componenti del
contingente italiano che prende parte alla missione 'Antica Babilonia' in Iraq, ha
dichiarato a mio avviso, nella nostra area non ci saranno situazioni come quella
di Baghdad. Non entriamo nel paese come padroni di casa ma come ospiti, non vogliamo certo
impedire con la nostra presenza la rinascita di questo paese.(Adnkronos)
28 giugno
2003
Il Maggiore Generale Adriano Santini, comandante del contingente italiano e
rappresentante nazionale più' alto in grado nel teatro di operazioni in Iraq, e il suo
staff hanno raggiunto il territorio iracheno. Il Maggiore Santini assicurerà, per gli
aspetti nazionali, lunitarietà di comando su tutte le forze italiane e avrà il
compito di verificare che le forze nazionali siano impiegate nel rispetto del regime di
deleghe concesse.(Adnkronos)
27 giugno
2003
Il compito degli specialisti della VII compagnia del reggimento NBC Cremona,
attualmente comandati dal capitano Paolo Stella, e' di trovare le armi chimiche
all'origine del conflitto iracheno finora mai individuate. Gli specialisti della VII
compagnia presenti a Nassiryha devono effettuare rilevamenti contro il rischio biologico o
chimico per la sicurezza del contingente italiano ed anche della cittadinanza. A questo
fine, saranno effettuati campionamenti di acqua e di terreno e saranno anche sottoposti ad
accertamento gli scarichi industriali.(Adnkronos)
25 giugno
2003
Arrivo di 300
soldati italiani per lavvio delle operazioni Antica Babilonia i
quali si aggiungono alle 260 unità arrivate in zona il 13 ed il 16 giugno 2003. Il sottosegretario
agli Esteri, Alfredo Mantica, illustra i punti fondamentali della strategia di
ricostruzione dell'Iraq alla quale ''l'Italia deve contribuire con vigore, in quanto il
processo di ricostruzione e stabilizzazione dell'Iraq passa attraverso una gestione
trasparente e democratica dei proventi dell'esportazione del petrolio''. Il
sottosegretario ribadisce che occorre imparare dagli errori compiuti da altri
Paesi la cui cospicua rendita petrolifera non ha certo favorito l'emergere di uno spirito
imprenditoriale, la diversificazione del tessuto economico, perpetrando il paradosso e
l'ingiustizia che popoli poveri abitino Paesi ricchi, a volte ricchissimi''. Alfredo
Mantica, aggiunge che il problema non e' solo quello di tornare ai livelli di produzione
precedenti al conflitto, ''oppure di puntare, grazie a ingenti investimenti, a
sfondare il livello di 3,5-4 milioni di barili al giorno: si tratta anche e soprattutto di
saper amministrare i proventi dell'esportazione di greggio''.
Dopo aver ribadito di assicurare l'ordine pubblico per riabilitare i servizi essenziali,
il sottosegretario agli Esteri riafferma che, caduto il regime di Saddam, l'obiettivo
e' di trasformare il Paese attraverso un duplice effetto: 1. la democratizzazione; 2.
l'applicazione dei meccanismi di economia di mercato, in una sorta di catalizzatore di
un processo di crescita e di modernizzazione dell'intera regione, che liberi forze
positive per il processo riformatore del Medio Oriente allargato.(Adnkronos
International)
23 giugno
2003
Il presidente della commissione Esteri della Camera, Gustavo Selva, commentando la
ripresa delle esportazioni di petrolio iracheno (22 giugno 2003) ha affermato ''Petrolio
per la pace: dopo anni in cui il greggio iracheno e' stato utilizzato da Saddam Hussein
per tutt'altri scopi, adesso finalmente potrà essere usato per aiutare lo sviluppo
sociale ed economico del Paese e anche in questo l'Italia e' in prima linea. Il
presidente ha aggiunto che l'Italia e' disponibile a farsi carico di una quota di
prodotti petroliferi iracheni, perché anche così vogliamo contribuire alla ricostruzione
del Paese. Sono convinto che non appena arriveranno i primi 'dividendi' del petrolio
iracheno finiranno anche gli attacchi ai soldati americani, creando condizioni di
sicurezza e stabilità '. Con il ''Petrolio per la Pace'' verranno ricostruite
le infrastrutture del Paese, ''porti, aeroporti, scuole e case , e l'Iraq
''diventera' un modello per tutti i Paesi della regione.(Adnkronos)
20 giugno
2003
I militari del sesto reggimento trasporti di stanza a Budrio, in provincia di Bologna,
sono in procinto di partire per l'Iraq dove, nell'ambito dell'operazione ''Antica
Babilonia'', si schiereranno con la brigata ''Garibaldi'' nella zona di Bassora. (Adnkronos)
13 giugno
2003
Il primo contingente italiano per l'Iraq, composto di 150 uomini delle quattro armi,
arriva all'aeroporto di Kuwait City. Il contingente italiano e' guidato dal Colonnello
Vecciarelli e dovrà assumere i suoi compiti di pace nella parte meridionale dell'Iraq. (Adnkronos)
10 giugno
2003
Il Presidente della Repubblica incoraggia i militari dell'operazione Antica
Babilonia inviati a proteggere gli aiuti umanitari che l'Italia ha destinato al
popolo iracheno affermando ''un contingente composto con unità dell'Esercito, della
Marina, dell'Aeronautica e dei Carabinieri viene posto al servizio della pace, nell'opera
di soccorso a quelle popolazioni che hanno vissuto le dolorose esperienze della dittatura
e della guerra nonché al fine di creare le condizioni di sicurezza necessarie per le
attività di carattere umanitario. (Adnkronos)
9 giugno
2003
Il Generale Adriano Santini è nominato comandante del contingente militare italiano in
Iraq. Il nome dell'alto ufficiale verrà ufficializzato il 10 giugno in occasione
della cerimonia di saluto ai militari in partenza per l'operazione 'Antica Babilonia'. (Adnkronos)
Giugno 2003
Il Centro Studi della Confindustria evidenzia nella rivista Politiche e istituzioni
nellEuropa allargata il ruolo dellItalia nella ricostruzione irachena. I
settori primari nei quali lItalia può dare un contributo sono: il settore
medico-sanitario per il quale lItalia ha una lunga tradizione di cooperazione con
lIraq; il settore delle infrastrutture, per la riabilitazione immediata degli
impianti idrici, elettrici e delle comunicazioni; il settore agricolo, import export di
macchinari agricoli, sistemi di irrigazione e fertilizzanti. Il Ministero delle Attività
produttive stima che limpegno finanziario dellItalia per la ricostruzione
irachena intorno ai 2 miliardi di euro. Lo studio evidenzia come le piccole e medie
imprese italiane potranno inserirsi nel processo di ricostruzione attraverso operazioni di
subappalto dalle società americane. Per agevolare lintervento delle imprese
italiane in Iraq, il Cipe ha approvato recentemente i seguenti provvedimenti: 1.
assicurazione Sace verso lIraq (copertura delle operazione per un tetto massimo di
un miliardo di Euro); 2. estenzione anche allIraq del fondo Finmed ( fondo con
stanziamento complessivo di 36,15 milioni di euro destinato al finanziamento di venture
capital nei paesi del Mediterraneo); 3. allargamento allIraq della legge 212(risorse
alle imprese per assistenza tecnica, studi di fattibilità e corsi di formazione).
(Previsioni Macroeconomiche. Confindustria-Centro Studi, politiche e istituzioni
nellEuropa allargata, Giugno 2003)
16 maggio
2003
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini, durante la sua visita al Cairo, annuncia che LItalia
si impegnerà concretamente per la ricostruzione del paese attraverso linvio di 40
consiglieri e di un diplomatico, il ministro plenipotenziario Pietro Cordone, alla guida
del Dipartimento de Beni Culturali dellORHA (Organizzazione per la Ricostruzione e
lAssistenza Umanitaria). LAmbasciatore Antonio Armellini, funzionario di
collegamento italiano con lORHA ha affermato che lItalia fornirà il massimo
appoggio per dare un segnale forte alla ricostruzione dellIraq e per il sostegno
allopera di recupero del patrimonio artistico del paese. (La Repubblica)
15 maggio
2003
Il Ministro della Difesa, Antonio Martino, conferma la struttura della forza che
parteciperà alla stabilizzazione del paese affermando 1. lo Stato Maggiore ha predisposto
una forza che verrà guidata da un comando a livello di brigata (la prima unità schierata
sarà la Brigata Garibaldi); 2. Lo schieramento verrà completato nel mese di giugno. Il
ministro conferma che gli uomini impiegati saranno 3.000 e che larea delle
operazioni sarà quella di Bassora. (La Repubblica)
14 maggio
2003
Il Ministro della Difesa Antonio Martino comunica alle Commissioni Esteri e Difesa
del Senato e della Camera il ruolo dellItalia in Iraq. Il Ministro ha precisato che
il governo italiano ha, ad oggi, messo in atto i seguenti interventi: 1. 40 tonnellate
di aiuti di emergenza per un valore di 250.000 euro; 2. ospedali da campo; 3. interventi
agricolo-rurali; 4. riabilitazione del settore scolastico, rete idrica, rafforzamento
delle capacità gestionali del patrimonio culturale ed archeologico.
A livello militare viene precisato che i preavvisi sono stati emanati alle quattro Forze
Armate e che loperazione denominata Antica Babilonia prevede un
contingente di dimensione media e di elevata qualità. Il contingente italiano
sarà composto da 3000 militari circa, parte dei quali non impiegati direttamente sul
terreno bensì nei tratti aerei e marittimi
| Esercito |
Marina |
Aeronautica |
Arma dei Carabinieri |
Comando di brigata
Unità di
manovra a livello di reggimento
Unità di
supporto logistico a livello di reggimento
Assetti aerei a
livello di squadrone
Unità di genio
a livello di battaglione
Compagnia di
difesa NBC |
Unità navale anfibia con una componente di 2-3 elicotteri
imbarcati e unità ospedaliera polispecialistica
Gruppo
cacciamine su tre unità |
Unità del genio aeronautico
Elicotteri con
capacità di ricerca e soccorso operativo
Componente con
capacità di gestione e supporto di operazioni aeroportuali |
Polizia militare
Unità di
Multinational Specialised Unit |
3 maggio
2003
I soldati italiani verranno inviati a fine giugno nella zona di Bassora, al sud del
paese, e non avranno soltanto scopi umanitari ma saranno una vera e propria forza di
stabilizzazione. LItalia manderà circa 3.000 uomini i quali saranno
sotto la guida britannica e tra sei mesi lItalia potrebbe avere il comando di
uno dei tre settori in cui è stato diviso lIraq dall'elaborato dal Pentagono.
Linvio di truppe italiane nellambito di una forza di occupazione
militare nel sud del paese ha sollevato unaspra polemica da parte
dellopposizione. Il senatore DS, Gavino Angius, ritiene, a questo proposito, che la
missione è cambiata rispetto a quella autorizzata dal Parlamento (15 aprile 2003) e
chiede un nuovo voto delle Camere affermando serve un altro voto del Parlamento. E
se si trattasse di un impegno solo militare per aiutare gli USA dovremmo votare
no. Il Segretario dei DS, Piero Fassino, afferma che occorre lavorare
perché in Iraq siano presenti non singolarmente questo o quel paese europeo, ma lUE
tutta. (Corriere della Sera, 4 maggio 2003).
2 maggio
2003
Nel quadro delle operazioni di assistenza umanitaria alla popolazione civile irachena
coordinate dalla Task Force operante alla Farnesina, è giunto ieri (1 maggio 2003) ad Al
Kuwait un C130 dellAeronautica militare italiana con a bordo quattordici carabinieri
incaricati di garantire la sicurezza del trasporto e delloperatività di un ospedale
da campo destinato a Baghdad.
Il contingente militare è stato messo a disposizione dal Ministro della Difesa Martino
sulla base di unintesa con il Ministro degli Esteri Frattini per la protezione
dellospedale. Assieme al personale di sicurezza, hanno raggiunto Al Kuwait anche due
esperti della Croce rossa italiana e due funzionari dellIstituto superiore di
sanità. Linvio dellospedale rientra nel programma di iniziative umanitarie
illustrato dal Ministro Frattini alle Camere il 15 aprile. (sito del Ministero Affari
Esteri). Ai Carabinieri italiani non verrà affidato nessun compito di polizia che
toccherà ai 3.000 militari annunciati dal governo i quali dovranno coordinarsi con le
forze alleate. (Corriere della Sera, 3 maggio 2003)
13 aprile
2003
Secondo il Corriere della Sera del 13-14 aprile 2003 la composizione delle forze
italiane da inviare in Iraq sarebbe la seguente:
| Esercito |
Protezione, NBC; Sminamento; Trasmissioni |
Marina |
Aeronautica |
Supporti Logistici |
Personale Sanitario |
| 300 Carabinieri della Seconda Brigata Mobile(Gis-Gruppo intervento
sociale, 1° reggimento parà Tuscanica, Laives e Gorizia) |
2° reggimento della Brigata alpini Julia
10° reggimento Genio guastatori 7° reggimento Cremona 11° reggimento
Trasmissioni-battaglione Leonessa |
Nave San Giorgio Unità Lpd (landing platform dock) con a bordo 400
persone |
Aerei C-130 e G-222 per trasporto uomini, mezzi e materiali |
Esperti di reti idriche e linee elettriche |
1.000 tra medici e infermieri |
12
aprile 2003
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini afferma che lItalia è pronta a
contribuire in proprio, come Stato nazionale allemergenza in Iraq e ha
ribadito che le Nazioni Unite debbono avere una funzione vitale e strategica nel
futuro dellIraq. Secondo il ministro lItalia avrà i compiti seguenti:
1. costruzione ospedali da campo, 2. realizzazione delle reti infrastrutturali di
emergenza 3. contributo alla vigilanza della città per impedire saccheggi e violenze (Corriere
della Sera)
10 aprile
2003
Mentre si sparge
la voce dell invio di circa duemila uomini delle varie forze armate, di cui 150
provenienti dalla II Brigata dei carabinieri composta dal I Reggimento Tuscanica, VII
Reggimento trentino Alto Adige, XIII del Friuli Venezia Giulia, e il Gis, il Ministro
degli Esteri Franco Frattini prende tempo ed afferma il Presidente del Consiglio
valuterà con tutto il governo la possibilità di un loro impegno nella fase del dopo
Saddam. Tuttavia, è stato precisato che il via libera effettivo per la nuova
missione deve arrivare dalle Nazioni Unite o da Bruxelles .
(La Repubblica)
Arrivo a Kuwait
City del primo carico di 40 tonnellate di medicinali inviati dallItalia
(La Repubblica)
9 aprile
2003
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ribadisce che lItalia potrebbe
essere chiamata ad una azione diretta in Iraq, finalizzata al controllo del
territorio e al mantenimento dellordine pubblico una volta insediato il governo del
dopo Saddam. E interesse del governo mettersi a disposizione per la
ricostruzione. Lamministrazione americana rivolge lattenzione
allArma dei Carabinieri per la capacità di mantenere lordine pubblico
instaurando il dialogo con i civili e avendo al tempo stesso una preparazione militare
[
]unazione che non sia solo di peace keeping, ma anche di controllo del
territorio (La Repubblica)
23 marzo
2003
LItalia parteciperà alla ricostruzione istituzionale, umanitaria, industriale e
infrastrutturale in quanto parte della coalizione dei volenterosi promossa dal
Presidente George Bush e da Tony Blair. Secondo il Generale Tim Cross, allItalia
potrebbero essere assegnati i lavori di gestione di singole città, o specifiche
attività quali la riabilitazione delle centrali elettriche, delle telecomunicazioni,
dellenergia. (Corriere della Sera, Sole 24 Ore)
17 marzo
2003:
Costituzione della Task Force italiana per lIraq di cui faranno parte
rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero Affari Esteri, Ministero
della Difesa, Ministero dellEconomia, Ministero delle Attività produttive,
Ministero della Salute e dellAmbiente. La prima fase sulla quale si prevede che la
task force lavori è sanitaria-umanitaria, la seconda di ricostruzione materiale e
politica. (Corriere della Sera)
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Ultimo Aggiornamento: 10 novembre 2003
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