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a cura di Riccardo Alcaro
Con
il passaggio dei poteri al governo interinale termina una fase specifica dell'evoluzione
post-Saddam Hussein. Chiudiamo questa cronologia, con l'intento di osservare la nuova
situazione con strumenti analitici diversi, che saranno pubblicati su questo stesso sito
in un apposito spazio
28
giugno 2004
Gli Stati Uniti hanno operato in anticipo di due giorni il passaggio di poteri in
Iraq.
In una piccola cerimonia a Baghdad, lamministratore americano della Cpa Paul
Bremer ha consegnato tutti i documenti ad un giudice iracheno. Bremer ha poi
lasciato il paese. Il primo ministro iracheno Alawi, che pure ha preso
parte alla cerimonia nella sorvegliatissima Green Zone, ha dichiarato quella di
oggi una giornata storica. Il governo iracheno è determinato a
perseguire lobiettivo delle elezioni democratiche fissate per il 2 gennaio
dellanno prossimo ha anche aggiunto.
Era stato il ministro degli esteri iracheno Hoshyar Zebari, dopo un
colloquio con il primo ministro britannico Blair in occasione del summit NATO di Istanbul,
a rivelare la sorprendente mossa di anticipare il trasferimento di sovranità.
Secondo la maggioranza dei commentatori, la violenza e i disordini degli ultimi giorni,
più intensi allavvicinarsi della data fissata da tempo del 30 giugno, ha forzato la
mano alle autorità americane. Sembra che la data sia stata anticipata per prevenire che
ulteriori attacchi da parte degli insorti coincidessero con il trasferimento di
sovranità.
Ufficiali americani hanno smentito la notizia, riportata dal network Al Jazeera,
dellavvenuta cattura del super ricercato al-Zarqawi ,
considerato la mente degli attentati più sanguinosi in Iraq.
25
giugno 2004
Iraq in fiamme: nella giornata di ieri attacchi suicidi e agguati alle
forza di polizia irachene e ai soldati della coalizione hanno colpito nel Triangolo
sannita (Baghdad, Ramadi, Falluja e Baluba) e nel nord, a Mosul, provocando più di cento
morti e trecento feriti. Gli attacchi sono stati rivendicati dal gruppo Al-Tawhid
wal Jihad, guidato, si suppone, da Zarqawi, ma il premier Alawi accusa anche i
membri del partito Bath.
Contemporaneamente limam sciita Muqtada al Sadr ha proclamato una
tregua nel suo bastione della capitale, il quartiere Sadr city, e ha aggiunto di volere
collaborare alla creazione di un sistema adeguato di sicurezza.
Oggi il Consiglio di difesa della NATO ha accolto la richiesta di Alawi di addestrare le
forze di sicurezza irachene.
23
giugno 2004
In una registrazione raccolta in un sito web di nome Jamaat al-Tawhid Wal Jihad,
il gruppo islamico estremista colpevole della decapitazione del giovane sudcoreano Kim Sun
Il, il nuovo primo ministro iracheno Alawi viene minacciato di morte da una voce
attribuita a Abu
Musab al-Zarqawi. Alawi viene apostrofato come il Karzai del nuovo Iraq,
con riferimento a Hamid Karzai, il Presidente dellAfghanistan insediatosi dopo
lintervento della coalizione a guida americana nellautunno del 2001.
Il Presidente della Corea del Sud, Roh Moo-hyun, ha espresso il proprio
dolore per la decapitazione dellostaggio sudcoreano, ma ha confermato che in agosto
invierà in Iraq 3000 soldati, che si affiancheranno ai 600 medici e ingegneri militari
già presenti sul posto.
22
giugno 2004
E stato ucciso lostaggio sudcoreano Kim Sun Il. Il
trentatreenne interprete è stato decapitato seguendo la medesima procedura
dellomicidio di Nick Berg, il giovane americano giustiziato il mese scorso, da un
gruppo islamico estremista di nome Jamaat al-Tawhid Wal Jihad, legato apparentemente al
terrorista giordano al-Zarqawi.
18
giugno 2004
In seguito agli attentati di ieri a Baghdad, che hanno provocato 41 morti e centinaia di
feriti tra i civili iracheni, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi
Annan ha dichiarato che lONU non tornerà in Iraq finché le condizioni di
sicurezza non saranno garantite.
16
giugno 2004
La commissione bipartisan del
Congresso americano che sta investigando sugli attacchi dell11 settembre ha negato
ogni credibile evidenza allipotesi di un aiuto fornito da Saddam Hussein
ad al Qaeda nella preparazione degli attentati. La commissione ha così duramente
smentito lAmministrazione Bush, che ha fatto dei presunti legami tra
lorganizzazione terroristica di Osama bin Laden e la dittatura di Saddam Hussein una
delle ragione dellinvasione dellIraq. Ancora lo scorso lunedì il
vicepresidente Dick Cheney giurava sui legami stabili e di lunga
durata fra lIraq e al Qaeda. Tesi ribadita il giorno dopo dallo stesso
presidente Bush. Il rapporto sostiene che bin Laden avrebbe
richiesto la possibilità di istituire dei campi daddestramento, così come
assistenza nella fornitura di armi, ma lIraq non ha mai risposto. Dopo che bin
Laden si è spostato in Afghanistan, nel 1996, ci sono stati dei contatti tra
lIraq e al Qaeda, ma non sembrano avere avuto una collaborazione come
risultato. Inoltre due importanti affiliati di bin Laden hanno decisamente
negato lesistenza di un qualsiasi legame tra al Qaeda e lIraq.
Un altro assassinio scuote il nuovo governo iracheno ad interim: ieri, a Kirkuk, è stato
ucciso a colpi di fucile Ghazi al-Talabani (un parente del leader curdo),
il responsabile della sicurezza delle riserve di petrolio del nord. Al-Talabani è il
terzo rappresentante del governo a cadere sotto i colpi della guerriglia negli ultimi
quattro giorni.
Gli attacchi agli oleodotti si sono intensificati negli ultimi tempi. Le
esportazioni di petrolio irachene sono ancora inferiori al loro livello precedente
linizio della guerra, nonostante una forza di sicurezza di 14000 uomini. Il primo
ministro Alawi ha affermato che i sabotaggi e gli attentati agli oleodotti sono costati
allIraq più di 200 milioni di dollari negli ultimi sette mesi.
Il Presidente USA Bush ha confermato ieri lintenzione degli americani di consegnare
agli iracheni Saddam Hussein, ma solo quando gli iracheni saranno in
grado di offrire le necessarie garanzie di sicurezza sulla custodia dellex
dittatore.
15
giugno 2004
Giornate di sangue a Baghdad e dintorni: tra domenica e lunedì tre attacchi suicidi hanno
provocato la morte di 28 persone (fra loro anche cinque stranieri) e il
ferimento di più di sessanta. Inoltre domenica la guerriglia ha colpito mortalmente per
la seconda volta il nuovo governo iracheno: dopo il viceministro degli esteri Qubba, è
stato ucciso a colpi di fucile il ministro delleducazione Kamal al-Jarah.
Il neo primo ministro iracheno Alawi, intervistato dal network arabo Al Jazeera, ha detto
ieri che Saddam Hussein e altri importanti prigionieri iracheni saranno
consegnati al governo ad interim fra due settimane, in occasione del passaggio ufficiale
di poteri dalla Cpa al nuovo governo del Paese. Alawi ha anche aggiunto che il loro
processo comincerà il più presto possibile.
13
giugno 2004
Il neo viceministro degli esteri iracheno, Bassan Qubba, è stato ucciso
ieri a Baghdad a colpi di kalashnikov. Qubba, sciita di Najaf ed ex membro del Bath, era
stato in passato il consigliere personale del ministro degli esteri di Saddam, Tarek Aziz.
E il primo esponente del nuovo governo a cadere sotto i colpi della guerriglia. Per
il momento, nessuno ha rivendicato lattacco.
10
giugno 2004
Dopo due giorni di consultazioni con rappresentanti francesi e di altri paesi, il
Presidente americano Bush ha ammesso di non aspettarsi linvio di truppe NATO
in Iraq, come supporto o rimpiazzo di quelle americane. In ogni caso Bush continua a
premere per un impiego limitato della NATO, volto alladdestramento delle forze di
sicurezza irachene, dietro richiesta del governo ad interim. Già in passato il
cancelliere Schröder aveva manifestato i suoi dubbi su un intervento della NATO in Iraq.
Anche la Francia sostiene decisamente questa posizione.
8
giugno 2004
Il Consiglio di Sicurezza ha approvato allunanimità la nuova risoluzione che istituisce il quadro strategico per la
transizione politica in Iraq. Il testo della risoluzione riprende la bozza presentata
lunedì da USA e Regno Unito. I punti
chiave della risoluzione riguardano il trasferimento di sovranità ad
un governo iracheno ad interim a partire dal 30 giugno, confermando il controllo
dellIraq sulle proprie risorse naturali; le elezioni, da tenersi
possibilmente nel dicembre 2004, in ogni caso non più tardi del 31 gennario 2005, di un
governo nazionale di transizione, il cui compito sarà elaborare una costituzione
definitiva per lIraq; il ruolo delle Nazioni Unite, che dovranno
sostenere il governo ad interim nella preparazione delle elezioni, e il governo nazionale
di transizione nellelaborazione delle costituzione; la creazione di forze di
sicurezza irachene, sotto il comando di autorità irachene; la presenza di forze
multinazionali a guida americana, il cui mandato cesserà in ogni caso non oltre
dicembre 2005, per garantire la stabilità del Paese; la possibilità del governo ad
interim di richiedere un termine anticipato del mandato; la supervisione
del Fondo di sviluppo iracheno, che amministra i proventi del petrolio in Iraq, affidata
ancora allInternational Advisory and Monitoring Board, il cui
mandato cesserà con la fine del processo politico di transizione; lamministrazione
del programma Oil for food, assegnata al governo ad interim. Alla
risoluzione sono state allegate le lettere inviate al Consiglio di
Sicurezza. di Alawi e di Powell. Il Consiglio di Sicurezza ha inoltre richiesto che il
Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli Stati Uniti in qualità di leader della
forza multinazionale facciano rapporto allo stesso Consiglio di Sicurezza a tre mesi dalla
data della risoluzione.
Il Presidente americano Bush incontrerà il 9 giugno il premier iracheno Alawi. Un blitz
delle forze americane e polacche ha liberato in Iraq i tre ostaggi italiani.
Il premier Berlusconi ha espresso la sua soddisfazione.
7
giugno 2004
Gli americani si dicono convinti di avere raggiunto un sufficiente compromesso nel
Consiglio di Sicurezza sulla nuova, quarta bozza di
risoluzione sullIraq, presentata insieme al Regno Unito. Gli USA hanno rifiutato
la richiesta francese di accordare al governo iracheno di transizione il diritto di veto
sulle operazioni militari più importanti della forza multinazionale, ma hanno
acconsentito a consultarlo preliminarmente. La bozza fissa anche un termine preciso del
mandato della forza multinazionale, che dovrà lasciare lIraq una volta concluso il
processo politico di transizione, e comunque non oltre il 31 gennaio 2005. Il governo di
transizione potrà inoltre richiederne il congedo anticipatamente, se lo riterrà
opportuno. Gli ambasciatori francese, tedesco e russo presso le Nazioni Unite hanno
espresso la loro soddisfazione, perché il testo sembra indirizzato nella giusta
direzione.
6
giugno 2004
Disgelo fra Francia e Stati Uniti. Alla celebrazione del sessantesimo anniversario
del D-Day, Bush ha chiamato la Francia il primo alleato degli Stati Uniti,
mentre Chirac ha esaltato leterna amicizia fra i due popoli.
Si allarga il consenso per la risoluzione sullIraq delle Nazioni Unite. In due
lettere separate indirizzate al Consiglio di Sicurezza, il premier iracheno Alawi e il
Segretario di Stato americano Powell confermano la necessità di un coordinamento fra
autorità irachene e della coalizione nella gestione della sicurezza. Gli americani e i
britannici vorrebbero arrivare ad un voto martedì, prima del G8 di Sea Island, nonostante
le residue riserve del ministro degli esteri russo Fedotov.
4
giugno 2004
In visita ufficiale a Roma in occasione del sessantesimo anniversario della liberazione di
Roma, il Presidente USA Bush lancia un nuovo piano per lIraq, anticipando le
conclusioni di una terza bozza di risoluzione che emenda in parte quella presentata solo
tre giorni fa. Nel nuovo testo si afferma più chiaramente che le forze multinazionali a
guida americana dovranno lasciare lIraq su richiesta del governo iracheno ad interim
(ieri però il ministro degli esteri iracheno Zerbati ha detto a New York che le forze
della coalizione dovrebbero restare) e si indica una data per la fine del
mandato: dicembre 2005, in concomitanza con la fine del processo politico di transizione.
La nuova bozza prevede anche la necessità di reintegrare i veterani iracheni e gli
ex membri delle milizie, compresi gli appartenenti al partito Bath.
A Roma Bush ha incontrato il Presidente della Repubblica Ciampi, che ha ricordato la
centralità dellalleanza euroatlantica (il discorso
di Ciampi ai veterani americani); il papa
Giovanni Paolo II che ha auspicato una rapida normalizzazione in Iraq; il
capo del governo Berlusconi, che ha confermato una volta ancora il pieno sostegno italiano
alla exit strategy per lIraq elaborata dagli americani e dagli alleati.
2
giugno 2004
Dopo la nomina del nuovo governo ad interim, linviato delle Nazioni Unite Lakhdar
Brahimi ha lasciato oggi il paese mentre a New York si continua a discutere su una nuova
risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulle future misure da intraprendere. Stati Uniti e
Gran Bretagna hanno presentato una nuova bozza di
risoluzione che prevede: a) la pianificazione dettagliata del passaggio di sovranità
al governo iracheno dopo il 30 giugno; b) fornisce ad una forza multinazionale guidata
dagli USA dellautorità di intraprendere tutte le misure di sicurezza necessarie,
stabilendo però una data per il termine del mandato; c) garantisce al governo iracheno il
pieno controllo sulle sue risorse naturali, ma mantiene un controllo provvisorio
internazionale sulle rendite del petrolio. In unintervista al quotidiano francese Paris
Match il Presidente degli USA Bush ha ammesso per la prima volta che non tutti
i miliziani iracheni sono terroristi. Lo sono gli attentatori suicidi, ma altri
combattenti non lo sono. Semplicemente non vogliono subire unoccupazione. Nessuno
sopporterebbe loccupazione del suo Paese, io prima di tutti, ed è per questo che
noi garantiremo piena sovranità agli iracheni a partire dal 30 giugno.
1
giugno 2004
Linviato dellONU in Iraq Lakhdar Brahimi ha reso noto in un comunicato di
stamattina il nome del presidente ad interim dellIraq, in carica dal 1° luglio: si
tratta di Ghazi Yawer, lattuale capo del governo provvisorio. La nomina del
futuro presidente ha diviso nei giorni scorsi gli iracheni, che sostenevano Yawer,
dagli americani, che invece appoggiavano Adnan Pachachi. La scelta del candidato
iracheno è arrivata solo dopo che Pachachi ha rifiutato lincarico.
Brahimi ha comunicato anche i nomi dei due vicepresidenti: Ibrahim Jaafari e Rowsch
Shaways, mentre è stato il nuovo premier Alawi ad annunciare le nomine dei restanti
ministri: alle Finanze Adel Abdul Mehdi, agli Interni Falah al Naqib, agli Esteri Hoshiyar
Zebari, mentre alla Difesa, altra poltrona chiave, Hazim al-Shalaan. Il nuovo ministro del
petrolio sarà invece Thamir Ghadhban. L'indicazione di Ghadhban, un tecnocrate di grande
esperienza è stata voluta da Washington. Il governo provvisorio iracheno, che aveva un
ruolo ausiliario nella Cpa (comunque in carica fino al 30 giugno), si è dissolto. Il Presidente
USA Bush ha positivamente commentato lesito delle trattative di Brahimi. In
Italia, il premier Berlusconi ha espresso la sua soddisfazione in una dichiarazione
ufficiale della Presidenza del Consiglio. |