A Resilience Approach to a Failed Accession State: The Case of Turkey

Il concetto di “creare resilienza” in Turchia può essere definito come migliorare la capacità delle istituzioni e della società di resistere a una forte minaccia alle regole democratiche, cercando magari di ripristinare lo status quo ante. Da un punto di vista sociale, in Turchia la minaccia ha origine nelle forti ineguaglianze tra i redditi delle diverse regioni, che sono a loro volta un sottoprodotto della disuguaglianza nei risultati scolastici e delle capacità lavorative. La società turca mantiene però importanti elementi di resilienza. Questo è il risultato finale della sperimentazione, imperfetta ma molto reale, di una democrazia multipartitica da oltre sette decenni. Al tempo stesso la Turchia è uno stato che ha fallito nel suo obiettivo di aderire all’Unione europea e le frustrazioni e l’acrimonia generate da questo stato disagiato avranno implicazioni per qualsiasi altra strategia Ue nell’impegnarsi con Ankara. È pertanto necessario sviluppare un piano d’azione resiliente come componente dell’agenda formale Turchia-Ue, che è più ampia del percorso di adesione. I negoziati che verranno a breve rilanciati per il rinnovo dell’Unione doganale Ue-Turchia offrono un’opzione tempestiva e utile.

Studio preparato nell'ambito del progetto “The EU’s New Resilience Agenda in the MENA Region”, ottobre 2017.

Autori: 
Dati bibliografici: 
Roma, IAI, ottobre 2017, 15 p.
Allegati: 
Numero: 
17|30
ISBN/ISSN/DOI: 
978-88-9368-059-2
Data pubblicazione: 
27/10/2017

1. The Turkish context
2. Defining state-centric resilience: De-democratization and weakening of institutions
3. Defining socio-economic resilience: Slowing growth and rising disparities
4. Positive contributions to resilience
4.1 Society
4.2 State
5. Operationalizing resilience: Modernizing the EU-Turkey Customs Union
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