Il ruolo dei velivoli da combattimento italiani nelle missioni internazionali: trend e necessità

I velivoli da combattimento italiani hanno svolto un ruolo importante e crescente nelle missioni internazionali cui ha partecipato l'Italia nel periodo post-Guerra fredda, dalla prima guerra del Golfo alla Libia passando per la Bosnia-Erzegovina, il Kosovo e l'Afghanistan. Partecipazione che ha costituito uno strumento significativo della politica di difesa del paese, e quindi della sua politica estera, rispetto a teatri di crisi rilevanti per gli interessi nazionali, dai Balcani occidentali al Mediterraneo, e in relazione ai maggiori alleati dell'Italia in ambito Nato ed Ue. Il presente Quaderno IAI analizza il ruolo di queste capacità militari nelle operazioni recenti e in una prospettiva futura. Dall'esperienza operativa in dieci missioni internazionali, nelle quali sono stati impiegati dall'Italia oltre 100 velivoli da combattimento compiendo più di 13.000 sortite aeree e circa 36.000 ore di volo, si possono infatti desumere una serie di trend. Essi sono stati presi in considerazione anche alla luce delle evoluzioni della dottrina del potere aereo, nonché di possibili futuri scenari di impiego di velivoli da combattimento in teatri di crisi. L'analisi serve a comprendere le necessità delle forze armate italiane, in particolare Aeronautica e Marina militare, che nel prossimo futuro dovranno sostituire una parte consistente dell’attuale flotta di velivoli da combattimento a causa della progressiva obsolescenza dei mezzi in servizio. Una necessità operativa ineludibile che si lega alle decisioni politiche rispetto alle possibili opzioni, quanto a procurement militare, per mantenere le capacità richieste finora nelle missioni internazionali. In quest'ottica, viene esaminata l'acquisizione dei velivoli F-35, considerando anche gli aspetti industriali di un programma multinazionale che produrrà più di 3.000 esemplari per oltre 12 paesi.

Studio preparato nell'ambito della ricerca "Il ruolo dei velivoli da combattimento nelle missioni internazionali: il caso italiano", presentato alla conferenza su "La componente aerea nelle missioni internazionali dell'Italia: trend e scenari", Roma, 13 maggio 2014.

Versione in inglese: IAI Research Paper 16.

Dati bibliografici: 
Roma, Nuova Cultura, marzo 2014, 142 p.
Numero: 
10
ISBN/ISSN/DOI: 
978-88-6812-296-6
Data pubblicazione: 
31/03/2014

Ringraziamenti, p. 7
Executive Summary, p. 9.-22
Prefazione, p. 23-25
Lista degli acronimi, p. 27-28

1. La partecipazione italiana alle missioni internazionali: il ruolo dei velivoli da combattimento, p. 29-60
1.1 Iraq (1990-1991)
1.2 Bosnia-Erzegovina (1993-1998)
1.3 Kosovo (1999)
1.4 Afghanistan (2001-2014)
1.5 Libia (2011)
1.6 Il ruolo dei velivoli da combattimento italiani nelle missioni internazionali

2. Operazioni aeree attuali e future: la dottrina e le tendenze, p. 61-67
2.1 Il Potere Aereo: i fondamenti della dottrina
2.2 Trend derivanti dalla recente esperienza operativa

3. Scenari di possibili operazioni aeree future, p. 69-82
3.1 Creare e mantenere una No-Fly-Zone: scenario "Protezione dei Turiani"
3.1.1 Il contesto strategico
3.1.2 Obiettivi della missione
3.1.3 Fattori critici del teatro operativo
3.1.4 Capacità nemiche e corso d'azione
3.1.5 Componente aerea del corso d’azione alleato e capacità necessarie
3.2 Supporto aereo a operazioni di terra: scenario "Stabilità in Banon"
3.2.1 Il contesto strategico
3.2.2 Obiettivi della missione
3.2.3 Fattori critici del teatro operativo
3.2.4 Capacità nemiche e corso d'azione
3.2.5 Componente aerea del corso d'azione alleato e capacità necessarie

4. Le necessità delle Forze Armate italiane e il programma F-35, p. 83-110
4.1 Prima domanda: la partecipazione italiana alle missioni internazionali tutela gli interessi nazionali?
4.2 Seconda domanda: di quali capacità aeree ha bisogno l'Italia per partecipare alle missioni internazionali?
4.3 Terza domanda: quali opzioni di procurement sono disponibili per acquisire questo tipo di capacità?
4.4 Quarta domanda: è meglio acquistare F-35 "chiavi in mano" oppure partecipare al programma multinazionale di procurement?

5. L'Italia e il programma F-35: la prospettiva industriale, p. 111-123
5.1 L'approccio del best value for money
5.2 La partecipazione italiana al programma F-35

Conclusioni, p. 125-126
Bibliografia, p. 127-139
Allegato I - Lista degli intervistati, p. 141-142

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