L'Istituto Affari Internazionali (IAI) compie 50 anni

12 Novembre 2015

L’Unione europea deve puntare su un'integrazione differenziata con istituzioni potenziate, su un rapporto fiduciario più stretto fra legislativo ed esecutivo e, soprattutto, su una cittadinanza europea che garantisca maggiori diritti e una più ampia partecipazione democratica.

E l’Italia, in politica estera, per non rimanere ai margini del gioco diplomatico, deve investire di più nei rapporti bilaterali con i principali Paesi occidentali, senza smettere di impegnarsi nella dimensione multilaterale, sulla base di una strategia nazionale coerente.

Queste alcune indicazioni salienti contenute nel documento, curato da Gianni Bonvicini e Stefano Silvestri, che l’Istituto Affari Internazionali, lo IAI, ha elaborato ed ora pubblicato in occasione del suo 50° anniversario.

Il documento, che tratta anche dei rapporti transatlantici e della situazione nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, sarà oggetto di dibattito al convegno internazionale che lo IAI organizza venerdì e sabato 13/14 novembre a Roma, con la partecipazione di esponenti dei maggiori ‘think tanks’ europei e internazionali, partner dell’Istituto nelle sue attività di ricerca.

Nei suoi 50 anni di vita, l’Istituto, fondato nel 1965 per iniziativa di Altiero Spinelli sul modello dei ‘think tanks’ anglosassoni, ha sempre operato per ‘sprovincializzare’ il dibattito di politica estera in Italia, favorendo una partecipazione dell’Italia efficace e propositiva nelle sedi europee e internazionali.

L’Istituto, che dal 1991 ha sede nel Palazzo Rondinini, nel cuore della Roma barocca, persegue cinque obiettivi prioritari: ricerca; analisi e scenari di lungo termine; networking con altri centri di studio; formazione; diffusione della conoscenza dei problemi internazionali.

Lo IAI conta su uno staff scientifico di una trentina di ricercatori e vanta un’ampia rete di collegamenti internazionali, tenendo un ritmo di produzione di 40/50 progetti di ricerca l’anno (un terzo dei quali finanziati dalla Unione europea) e 90 eventi congressuali, oltre che una fitta serie di pubblicazioni e collane.

Lo IAI, di cui è presidente d’onore l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e che ha a lungo avuto nel proprio Comitato direttivo un altro ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è inserito fra i migliori centri studi di politica internazionale al mondo nelle classifiche annualmente stilate dall’Università della Pennsylvania, ed è membro italiano del Council of Councils, la rete dei maggiori think tanks internazionali di politica estera promossa dal Council on Foreign Relations di New York.